Torino barocca tra artisti, palazzi e antiche leggende

Il volto barocco dell’antica capitale sabauda grazie ai capolavori architettonici realizzati dai grandi Maestri dell’epoca

Torino barocca tra artisti, palazzi e antiche leggende

Torino ha vissuto uno dei periodi di maggiore splendore a partire dal Seicento, arricchendosi di capolavori dell’arte e dell’architettura barocca che ancora oggi è possibile ammirare percorrendo le vie cittadine. Già dopo il 1563, anno in cui diventa la capitale del Ducato di Savoia, il capoluogo piemontese inizia a popolarsi di artisti e architetti chiamati a trasformare il nucleo originario in una città rinomata in tutta Europa.

Il fiorire del barocco è evidente nei palazzi e nelle residenze reali, così come nelle chiese e nelle piazze del centro. Scorci scenografici, decorazioni dinamiche e forti contrasti chiaroscurali che suscitano stupore sono i tratti distintivi di questo movimento culturale che dall’Italia si è poi diffuso nel resto del vecchio continente e che ha avuto come protagonisti numerosi Maestri.

Le residenze reali e la Corona delle Delizie

È stato Carlo Emanuele I di Savoia a chiamare a Torino Ascanio Vitozzi, architetto artefice della nuova conformazione di Piazza Castello al quale si affiancarono Guarino Guarini, Carlo e Amedeo di Castellamonte, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri.

Tutta la dinastia sabauda, in realtà, è stata promotrice della costruzione di un sistema di residenze reali che hanno avuto come progettisti i più celebri architetti dell’epoca. È nata così la Corona delle Delizie, un insieme di regge e palazzi riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1997 e oggi sedi di importanti collezioni storiche.

Ne fanno parte il Palazzo Reale, rinnovato grazie all’estro di Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri, ma anche Palazzo Madama e Palazzo Carignano: il primo è dedicato a Maria Giovanna Battista di Nemours, moglie di Carlo Emanuele II e madre di Vittorio Amedeo II, mentre il secondo è stato progettato dal modenese Guarino Guarini e realizzato tra il 1679 e il 1685. La sua facciata in cotto si caratterizza per un andamento curvilineo e per l’alternanza di forme concave e convesse, un capolavoro dell’architettura barocca che, secondo gli esperti, trae ispirazione dai disegni che Gian Lorenzo Bernini aveva realizzato per il Louvre di Parigi.

La Scala delle Forbici

Una menzione particolare merita la particolare Scala delle Forbici, realizzata su progetto di Juvarra all’interno di Palazzo Reale in occasione del matrimonio del principe Carlo Emanuele III con Anna Cristina di Baviera Sulzbach.

La scala deve il nome a un dettaglio inserito da Juvarra sulla volta e raffigurante un paio di forbici tagliano le due trecce incrociate, dando vita a una lingua biforcuta. Secondo una leggenda molto diffusa, Juvarra voleva alludere alla presenza di molte malelingue a corte, responsabili di aver dubitato della sua bravura.

Piazza San Carlo e le gemelle di Torino

Su uno dei lati della celebre Piazza San Carlo sorgono due costruzioni molto simili ma caratterizzate da una storia differente: sono le chiese gemelle di Torino, Santa Cristina e San Carlo Borromeo, entrambe esempi di architetture religiose realizzate in stile barocco.

La Chiesa di Santa Cristina risale al 1639 per volere di Maria Cristina di Francia, moglie di Vittorio Amedeo I di Savoia, mentre la Chiesa di San Carlo Borromeo fu costruita per volontà di Carlo Emanuele I di Savoia vent’anni prima, nel 1619, dedicata a San Carlo Borromeo che si era recato in pellegrinaggio a piedi fino a Torino per pregare la Sacra Sindone.

Capolavori del barocco fuori città

Fuori dal contesto urbano, inoltre, la Corona delle Delizie comprende anche la Reggia di Venaria nata come residenza di caccia di Carlo Emanuele II e realizzata in primis da Amedeo di Castellamonte, con interventi anche di Juvarra e Alfieri, ma anche il Castello di Rivoli che fu la prima sede della corte del ducato sabaudo, il Castello del Valentino, il Castello di Racconigi.

Fa parte del sistema anche la Basilica di Superga: fatta costruire dal re Vittorio Amedeo II come ringraziamento alla Vergine Maria per la vittoria contro i francesi, viene unanimemente considerata un gioiello del barocco grazie al progetto di Juvarra, l’architetto di corte.

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