La lite tra Bugo e Morgan finisce a morsi e sputi

Scene da delirio all'Ariston nella sera delle cover Insulti, rissa, fuga dal palco e infine squalifica

Laura Rio

da Sanremo

Scene da delirio. Un litigio epocale. Insulti, spinte, morsi. Accuse e contro accuse. Minacce di querele. Cronisti che vagano da una conferenza all'altra per raccogliere sfoghi e precisazioni. Lo scontro che si è visto all'Ariston tra Morgan e Bugo ha fatto male al Festival e ha fatto male alla musica italiana. Difficile capire, nelle ricostruzioni confuse e diametralmente opposte delle due parti, chi abbia ragione. Ecco i fatti: venerdì notte Bugo, dopo pochi secondi dall'entrata in scena, strappa i fogli a Morgan e scappa dal palco. Si vede tutto in diretta. Motivo? L'artista monzese aveva cambiato i primi versi della canzone in gara Sincero con frasi insultanti verso il collega: «Le brutte intenzioni, la maleducazione, la tua brutta figura di ieri sera, la tua ingratitudine, la tua arroganza», aveva cantato. Panico tra Amadeus e Fiorello che si inventano qualcosa per mandare avanti lo show. Morgan s'aggira sul palco per poi andarsene anche lui. Poi l'annuncio: i due non si ripresentano e, dunque, sono squalificati. Dietro le quinte, prima di fare l'ingresso, c'era stata un litigio violento tra i due, con insulti irripetibili.

Dopo una notte folle con i due artisti costretti a convivere nello stesso albergo, il giorno dopo dovrebbe essere quello dei chiarimenti, ma restano solo le accuse. In sostanza Morgan (come si sente nell'audio dell'intervista che ci ha rilasciato a notte fonda pubblicata sul sito del Giornale) accusa il management di Cristian Bugatti (vero nome di Bugo) di «aver plagiato l'artista», di «averglielo messo contro» e di averlo «umiliato, violentato, offeso». «Hanno fatto qualsiasi cosa per costringermi a lasciare il Festival - sostiene - non mi hanno fatto provare, non hanno accettato i miei arrangiamenti per la cover, mi volevano togliere pure la stanza. Ma il colmo è stato quando nella sera delle cover, Bugo si è lanciato a cantare tutta la canzone di Endrigo senza rispettare l'alternanza del duetto. La mia risposta è arrivata la sera dopo, gliele ho cantate. Ma lui è scappato come un coniglio». Motivo di tutto ciò? «Mi hanno voluto - spiega Marco Castoldi-Morgan - solo per permettere a Bugo di entrare in gara, senza di me non lo avrebbero preso. E, poi, volevano che restasse da solo, per lanciarlo».

In pomeriggio arriva la replica di Cristian, titolare e autore del pezzo in gara, cantautore lontano dal mainstream musicale, al suo esordio al Festival, che cerca di mantenere la nota pacatezza. In sostanza dice di aver sopportato le bizze di Morgan per settimane, senza replicare. Alla fine, quando ha visto il suo brano cambiato da Morgan per insultarlo, ha deciso che era troppo. «Morgan, poco prima dell'inizio della nostra esecuzione mi ha insultato con epiteti che non posso ripetere, dicendomi figlio di..., sei una mer..., ha insultato anche mia moglie». E continua: «Dice di essersi arrabbiato per la cover di Endrigo: ma lui ha mandato talmente tante versioni del suo arrangiamento che non sapevo più cosa fare e alla fine ho cantato come ho potuto». Pesantissimo il discografico di Bugo, Valerio Soave, presidente dell'etichetta Mescal ed ex manager di Morgan medesimo: «Marco sta male, lo dico da tempo, qualcuno dovrebbe convincerlo a curarsi, io non voglio averlo sulla coscienza. Mi ha anche chiesto a un certo punto un contratto da 55mila euro, un ricatto». Ma non è finita. A fine pomeriggio Castoldi butta ancora più benzina sul fuoco. «Bugo avrebbe venduto sua madre per fare il Festival, la sua ultima chance. Fa brutta figura ogni volta che apre bocca». Morgan è un fiume in piena, inarrestabile. Si sente - come spesso gli capita - un grande artista incompreso che sbrocca perché non viene capito. Comunque sia, ha buttato via anche questa volta la vetrina del Festival. Per Bugo è la perdita di una grande occasione. Per entrambi la fine di un'amicizia, di un progetto discografico, di un po' di umanità. La Rai sta valutando se avanzare una richiesta risarcimento per danni d'immagine nei confronti di entrambi.

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