Per il «Live 8» capitolino pronte acqua e ambulanze

Paolo Scotti

Il più grande concerto mai realizzato in Italia. E in un universo come quello rock, pure abituato a paroloni ed enfasi fuori misura, una volta tanto il superlativo pare adeguato. A 24 ora dal via, il colossale Live Eight - otto concerti in altrettante città del mondo, ideati da Bob Geldof sul modello del mitico Live Aid di vent’anni fa, per premere sul G8 che deciderà le sorti dei paesi del Terzo Mondo - già mostra i muscoli.
Attorno al palco del Circo Massimo, sede italiana dell’evento trasmesso in diretta dalle 15 di sabato su Raitre e Sky (i francesi hanno offerto Versailles, gli inglesi Hyde Park, i tedeschi la Porta di Brandeburgo, e così via) fervono frenetiche le grandi manovre. Confermate, innanzitutto, le 35 stelle tricolori che si esibiranno a titolo completamente gratuito con una media di dieci-quindici minuti a testa, per tre, quattro canzoni ciascuno: fra gli altri Biagio Antonacci, Articolo 31, Alex Britti, Cesare Cremonini, Pino Daniele, Duran Duran, Francesco De Gregori, Elisa, Gemelli Diversi, Irene Grandi, Vibrazioni, Nek, Noa, Laura Pausini, Piero Pelù, Max Pezzali, Tiromancino, Velvet, Antonello Venditti, Zucchero.
All’appello hanno risposto anche i finora esitanti Claudio Baglioni, Jovanotti, Luciano Ligabue, Renato Zero; mezz’ora prima della conferenza stampa ha aderito anche Fiorella Mannoia. Non ci saranno invece -ormai è ufficiale- nè Eros Ramazzotti nè Vasco Rossi: il secondo perché impegnato col suo tour la sera stessa ad Ancona. Le pungenti osservazioni di Bob (...)
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