Lotta all’usura Sequestrati beni mobili e immobili per 10 milioni di euro

Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma è stata individuata e smantellata un’organizzazione illecita dedita all’usura e all’estorsione. Sequestrati beni mobili ed immobili per 10 milioni di euro ed eseguite tre ordinanze di custodia cautelare. In pochi anni avevano accumulato un patrimonio milionario, fatto di ville, appartamenti, negozi e terreni. Una coppia di coniugi di circa sessant’anni, ufficialmente nullatenenti e disoccupati, sono finiti in manette nella capitale, con l’accusa di usura ed estorsione. Gli arresti sono stati effettuati dagli uomini della squadra mobile, in collaborazione con il nucleo delle Fiamme Gialle di Roma, e hanno riguardato anche una terza persona, un ragioniere romano di 55 anni, che aveva il compito di ripulire il denaro proveniente dall’attività di usura, reinvestendolo nell’acquisto di terreni, appartamenti e quote societarie. Tra i beni sequestrati, per un valore complessivo che supera i 10 milioni di euro, anche una lussuosa villa nella zona dell’Appia Antica dove il «ragioniere» abitava. Beni immobiliari sono stati individuati inoltre nella zona di Tor Carbone, Casilina e Tagliacozzo, dove la rete degli usurai era proprietaria di una serie di villette.
Le indagini, che riguardano anche altre cinque persone al momento denunciate, erano partite nel settembre scorso in seguito ad una denuncia di una delle vittime, proprietario di un circolo sportivo in zona Tiburtina e da un assegno protestato da un’altra vittima. Al momento gli inquirenti hanno accertato tre vittime della rete usuraia ma, come ribadito dal capo della squadra mobile, Vittorio Rizzi, è possibile che altre persone siano finite in questo giro di usura. «Invitiamo - ha detto - tutti questo tipo di reato a denunciarlo». Per il colonnello della Guardia di finanza Antonio Del Gaizo, «questa inchiesta dimostra che il maltolto può essere recuperato, ma serve la collaborazione di tutti».
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