La luce è sempre più bella (e fa anche bene)

Ci sono lampade che aiutano le piante a crescere e quelle comandate attraverso un'app

Pamela Dell'Orto

Per descrivere le nuove luci gli aggettivi non bastano. Sono intelligenti, perché siamo noi a comandarle tramite app. Sorprendenti, perché non smetteranno mai di stupirci. Personalizzabili, perché si modificano a seconda delle esigenze. Tecnologiche, perché si avvalgono di sistemi di regolazione del calore (e del colore) e di altri software che le «robotizzano». E belle, perché il design vince su tutto e alla fine deve (anche) emozionarci. Insomma, per dirla con l'architetto Piero Lissoni, «la luce non è fondamentale: è cruciale: sì può rinunciare agli arredi di design, ma non alle luci». E per dirla con i padiglioni di Euroluce (che quest'anno compie 30 anni) e con le tante installazioni del Fuorisalone, la nuova luce è fatta per stupire, per migliorarci la vita, e per non inquinare. Lo sa bene Artemide con le sue luci «responsabili» che grazie all'uso della tecnologia risparmiano energia, rispettano la natura ma anche i desideri e le esigenze degli uomini. Così ecco le «lanterne» sferiche della famiglia NH di Artemide a emissioni zero (fatte con metalli «buoni» e sostenibili) da accostare in tanti modi. Ecco le «Gople RWB» che aiutano la natura a crescere. Ed ecco, sempre da Artemide, le tante lampade personalizzabili e assemblabili: «La Linea», 5 metri di tubo flessibile e resistente che può andare in interni o in esterni perché anche le barriere fra indoor e outdoor quest'anno si abbattono e la tecnologia aiuta a creare materiali resistenti anche alle intemperie. Ed ecco «Turn Arownd», binario sottilissimo che si può plasmare in diverse geometrie. E il bello è che tutte le lampade a led di casa Artemide sono regolate dalle app (o da sensori), che controllano intensità, accensione e spegnimento, interagiscono con l'ambiente e molto altro.

La tecnologia insomma migliora le performance e la sostenibilità (ma anche la bellezza) delle nuove lampade. E fra le tante riedizioni storiche, come le «Chiara» di Mario Bellini per Flos, spuntano pezzi scultorei da comporre e personalizzare: le «Noctambule» di Flos disegnate da Grcic, le «Silver Moon» di Cattelani & Smith in foglie d'alluminio e argento (o oro), con 100 punti luce da fissare al soffitto come a pannelli trasportabili, le «Nuvem» di Slamp, che creano forme sempre nuove. E le «Ripple» di Artemide, fatte di cerchi da comporre nello spazio e strutture con diffusori per l'assorbimento acustico. Luci di grande impatto tecnologico, insomma, ma è anche la natura a ispirare molti progetti. «La Festa delle Farfalle» di Ingo Maurer che con le sue 34 farfalle (e una libellula) è un inno alla primavera. La «Nuvola» di Marc Sadler per Foscarini, che è eterea e leggera, calda e accogliente anche grazie a un materiale plastico stampato in 3d che permette di modellarne la forma. E se la «Lilli» di Kundalini richiama il lilium, la «Belle de Jour» di Ilaria Marelli per Foscarini si ispira all'omonimo fiore: è fatta con un tessuto tecnico usato nel mondo dello sport. Mentre le «Giraffe in Love» in fibra di vetro di Qeeboo «mangiano» un lampadario stile Maria Teresa e ci ricordano che il design è (anche) divertimento.

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti