L'ultimo personaggio interpretato da Toni Servillo? Una bufala frustrata

L'attore veste i panni del mammifero nello spettacolo «Interviste impossibili», pezzo forte della rassegna «Settembre al borgo» (a Caserta dal 27 agosto al 6 settembre). Nel cast anche Marina Massironi (Moana Pozzi) e Luca Zingaretti (Ferdinando IV di Borbone)

È nata a tavola, durante un tranquillo pranzo di famiglia, l'idea di far interpretare a Toni Servillo l'inconsueto ruolo di una bufala campana, partorita dalla fantasia dello scrittore Antonio Pascale (tra i suoi libri ricordiamo almeno «La città distratta» e «La manutenzione degli affetti», pubblicati da Einaudi). Venuto a conoscenza dalla sorella Paola, che dirige insieme con Ferdinando Cerliani il festival «Settembre al Borgo» di Casertavecchia (ricco carnet di eventi dal 27 al 30 agosto e poi dal 3 al 6 settembre in diversi spazi della città), di alcuni dettagli del programma festivaliero, sembra che il celebre attore e regista campano non abbia resistito al fascino del «personaggio» e si sia autocandidato con entusiasmo. Personaggio sul quale, tra l'altro, vige per ora uno stuzzicante riserbo: «Ho scritto ancora poco. So solo che si tratta di una bufala che a un certo punto scoppia e dice tutto quello che deve e ha voglia di dire», commenta sorridendo Pascale. Pertanto non resta che aspettare con pazienza perché questo gustoso Servillo in panni zoomorfi lo vedremo solamente il 5 settembre, quando cioè sul palcoscenico del teatro della Torre debutterà lo spettacolo «Interviste impossibili live» (il titolo stesso rimanda, con plateale riconoscenza, all'omonima trasmissione radiofonica nata a metà degli anni Settanta), lavoro articolato in tre improbabili faccia a faccia con figure/simbolo del passato e del presente, che vede Luca Zingaretti prestare corpo e voce a Ferdinando IV di Borbone (autore dell'intervista è Giuseppe Montesano) e Marina Missironi a Moana Pozzi (su scrittura di Diego De Silva). Insomma, l'occasione giusta per fare un salto a Caserta o per prolungare un soggiorno che già nei giorni precedenti sarà stato allietato da proposte artistiche e culturali davvero interessanti. Il cartellone della rassegna, memore del successo riscosso nella precedente edizione, ritorna infatti sul tema della «leggerezza» calviniana (la prima delle celebri «Lezioni americane», per intenderci) e ne enfatizza il valore, quasi per contrastare un territorio martoriato da tante tragedie «pesanti» in cui la gente ha la reale necessità di evadere, di sperare, di sentirsi leggera ma arricchita, sollevata ma indotta a pensare. Su questo punto insistono molto i curatori di questa ultra trentennale vetrina. «Con la leggerezza sottolineano - torniamo a fare i conti, cercando in questo tema lo spunto per rivendicare le tante eccellenze di una terra messa in ombra da avvenimenti e da cronache di tutt'altro segno. La letteratura può molto rispetto alla pietrificazione del nostro territorio; pietrificazione data da una serie di emergenze che ci spingono a guardare Caserta da un'altra ottica e a lavorare in due direzioni: la valorizzazione degli artisti che qui sono nati e qui operano e, nel contempo, la commissione di produzioni ad hoc pensate proprio per il festival». Premesse che, almeno sulla carta, sembrano trovare piena corrispondenza nel composito mosaico delle forze in campo. Basti pensare che tra i protagonisti chiamati a dare il loro contributo figura, per esempio, il pluripremiato attore di treatro e cinema Giuseppe Battiston, qui anche coautore (insieme con Michele De Vita Conti) e regista della pièce «Orson Welles' Roast», un omaggio al grande maestro americano immaginato appunto come un «arrosto», un elogio al contrario capace di divertire e stupire (il 27 agosto). Divertimento e stupore promettono pure la libera rielaborazione del «Barbiere di Siviglia» di Rossini che Elio (quello delle Storie Tese) mette a punto in «Figaro» con il prezioso contributo di Roberto Fabbriciani (il 28 agosto), il barocchismo linguistico con cui Alessandro Bergonzoni monologa in «Nel» (il 14 settembre), la «sottrazione di peso» e la semplicità attraverso le quali Neri Marcorè si racconta in «A sud della leggerezza» (il 6 settembre) e l'ironia lieve che Massimo Wertmuller (affiancato da Anna Ferruzzo, anche regista) distilla in «Vu come Vian», ricordo tra parole e musiche del grande autore francese Boris Vian (30 agosto). E se la presenza della musica già in questi titoli si fa nevralgica e fondamentale, tanto più lo diventa nell'ultima fatica di Marco Paolini, «Miserabili. Io e Margaret Thatcher», work in progress radicato nei controsensi dell'oggi dove il narratore veneto dialoga con il pubblico in un confronto serrato con la partitura musicale dei Mercanti di Liquore (sempre il 30 agosto). Dalla poesia forsennata di queste ballate odierne alla liricità universale e umanissima di quel viaggio geografico e letterario che è «Il viaggiatore incantato» di Giuseppe Cederna il passo è breve: attingendo alla propria esperienza personale l'attore/alpinista compila un diario di bordo pieno zeppo di emozioni e riflessioni che nasconde, come fosse un grandioso segreto, la leggerezza quasi impercettibile di pagine e pagine di poesia mondiale, da Kavafis a Neruda, da Rilke a Hikmet (6 settembre).
Ma il cartellone di «Settembre al borgo» non si ferma qui. Ampio spazio è riservato anche alle attività laboratoriali (niente di meglio per stringere legami con le energie artistiche locali), alla letteratura (previsto per il 29 agosto l'arrivo da Los Angeles di Dan Fante, figlio dello scrittore John, per la presentazione della commedia «Don Giovanni», incentrata proprio sulla figura del celebre padre), alla danza, ai concerti e ai bambini. E già, i bambini: una rassegna volutamente in debito con la leggerezza di Italo Calvino non può certo dimenticarsi di loro. Si chiama «kidville» il percorso di animazioni e performance per i più piccoli che, in diversi momenti della kermesse, guiderà la fantasia e l'innata leggerezza dei nostri giovani cittadini di domani. Informazioni dettagliate sul sito: www.settembrealborgo.it.

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