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Cronaca locale

«Macché congiure, Pisapia faccia il sindaco»

(...) Che autunno sarà per la politica in Lombardia?

«Ho chiesto di organizzare feste della libertà in tutti i comuni che andranno al voto».

Roberto Formigoni ha detto che senza un bagno di democrazia si può pure fare il funerale al Pdl.

«Puntiamo su partecipazione, democrazia interna e merito. Come ci ha chiesto il segretario Angelino Alfano».

Al di là della formula?

«Regole uguali per tutti e sanzioni uguali per tutti. Favoriamo la partecipazione, ma chiarezza nella formazione di liste e per i nuovi simboli».

Sembra che tra i militanti cresca la richiesta di partecipazione.

«A settembre ci sarà l’assemblea regionale che era saltata a luglio. Sto aspettando solo la data in cui Alfano sarà disponibile».

L’elezione dei coordinatori?

«A Como e Monza, dove si vota, sceglieremo subito i coordinatori provinciali. Sentendo la gente».

Basta nomine dall’alto, farete le primarie?

«Berlusconi non le chiama primarie, ma elezioni popolari».

Ma si vota o non si vota?

«Voteranno tutti. Ovviamente chi s’impegna a condividere il programma del Pdl».

Come funzionerà?

«Uno viene, si iscrive al partito e poi vota».

Si faranno i congressi cittadini e provinciali come chiede Formigoni?

«Aspettiamo la data del congresso nazionale».

Formigoni chiede l’eliminazione dei mandarini.

«Formigoni è un grande presidente di regione e deve darci una mano. Quando chiede l’eliminazione dei mandarini ha ragione».

E quindi?

«Bisognerà farlo dappertutto. Anche nelle giunte e su un piano nazionale. Perché magari anche chi dirige grandi regioni deve contare sugli eletti e non sui nominati».

I sindaci si ribellano alla manovra, dicono che affama i Comuni. Formigoni sfilerà con loro.

«È una manovra coraggiosa che solo un grande imprenditore come Silvio Berlusconi poteva pensare in un momento di grave difficoltà internazionale».

Così parla da sottosegretario e non da sindaco di Arconate.

«Da sindaco dico che sarebbe giusto concordare le misure».

Per esempio i tagli.

«Ridurre la spesa pubblica oggi è indispensabile».

A cominciare dal taglio delle Province e dei Comuni?

«Ecco, credo che questo sia un punto della manovra da modificare».

Arconate ha 6.400 abitanti, non rischia.

«Io credo che non si possa chiudere un’istituzione come una Provincia o un Comune. Rappresentano storia, tradizioni, aspirazioni dei cittadini che non si possono cancellare con un decreto».

E allora come si fa?

«Magari facciamo dei referendum, sentiamo se gli abitanti magari scelgono spontaneamente un percorso di annessione».

Il sospetto è che così si cambi tutto per non cambiare proprio nulla. Comuni e Province rimarranno tutti.

«Bisogna avere ben chiaro che ridurre troppo la partecipazione degli eletti dal popolo, significa togliere le decisioni a consiglieri e assessori per darle ai burocrati. Siamo sicuri che sia meglio?».

E quindi?

«Berlusconi ha avuto anche il coraggio di aprire la manovra alle modifiche».

Ne ha in mente qualcuna.

«Le stiamo preparando. Magari lasciare che i parlamentari possano avere incarichi amministrativi. Non dico in grandi città, ma in quelle sotto i 15mila abitanti».

Difende la casta.

«È proprio il contrario. Un parlamentare che amministra è più vicino alla gente, conosce i problemi. Così si supera questo momento in cui la politica è così martoriata. Un’esperienza che consiglio».

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