Si sfila. Leonardo Maria Del Vecchio prova ad accelerare i tempi della giustizia e gioca la carta del rito immediato per la vicenda Equalize. Insomma, il manager e imprenditore non si adagia sul ritmo dell’udienza preliminare attesa per oggi, che si annuncia lunghissima, e scatta in solitaria verso il processo con rito immediato. Del Vecchio è imputato con più di settanta persone, appunto per Equalize, una storia di spioni e di accessi abusivi alle banche dati delle forze di polizia e del fisco. Il tutto per ottenere informazioni riservate su molteplici temi: vicende sentimentali, saghe familiari e aziendali, altro ancora.
In aprile il gip aveva disposto il rinvio a giudizio di un primo lotto di indagati, fra cui il titolare dell’agenzia investigativa Enrico Pazzali, che si proclama innocente perché nulla avrebbe saputo di queste ricerche illegali, mentre l’altro protagonista, l’ex poliziotto Carmine Gallo, è morto di infarto.
Oggi il giudice comincerà a esaminare le posizioni degli oltre settanta indagati, cui si contrappongono circa 830 presunte vittime, ma Del Vecchio non ci sarà. «Abbiamo ritenuto che questa sia la scelta migliore - spiega al Giornale l’avvocato Daniela Missaglia, difensore dell’imprenditore insieme a Domenico Aiello - per dimostrare il più in fretta possibile la sua estraneità ai fatti e la sua totale innocenza. In nessun modo infatti è possibile documentare che lui fosse a conoscenza dell’origine illecita delle informazioni che da Equalize spontaneamente gli mandavano».
Il riferimento è in particolare ad alcune notizie giunte sul tavolo del manager nel 2023 mentre imperversava la disputa sulla successione fra gli eredi del patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio, morto l’anno prima a Milano. E altre notizie relative a un’ex fidanzata.
Insomma, Del Vecchio junior non vuole rimanere intrappolato in un procedimento che potrebbe trascinarsi a lungo, si separa dagli altri e affronterà da solo il processo, senza aspettare la pronuncia del gip.
Del resto, si parla di decine di episodi e di fatto dell’esistenza di una centrale di spionaggio che pescava dati e dossier con la complicità di alcuni appartenenti alle forze dell’ordine: con la loro password avevano accesso ad archivi «chiusi» ma fatalmente hanno lasciato traccia dei propri ripetuti e immotivati ingressi, chiesti a pagamento da una variopinta folla di vip e personaggi vari: manager di multinazionali, avvocati, un banchiere come Matteo Arpe, perfino Giacomo Tortu, fratello di una star dell’atletica tricolore come Filippo Tortu, che avrebbe commissionato un report sull’assunzione di sostanze dopanti da parte di Marcell Jacobs.
Quale era la forza reale e la capacità di inquinare e avvelenare i pozzi di Equalize? In una lunga intervista al Giornale, Pazzali, storico presidente di Fondazione Fiera Milano, ha sottolineato che lui non sapeva nulla di nulla di quel che il team di informatici ed ex divise combinava oltre i confini della legge. Del Vecchio era cliente dell’agenzia ma è anche parte offesa, per la pubblicazione di alcune foto personali e di un dossier su Luxottica.
Intanto viene pubblicata l’intervista concessa da Del Vecchio a Fedez e Mr. Marra per Pulp Podcast. Del Vecchio parla senza peli sulla lingua e con un certo orgoglio delle proprie attività, con oltre mezzo miliardo di investimenti, al 98 per cento in Italia: «In tre anni ho creato 2 mila posti di lavoro, e non ho mai licenziato una persona se non manager che meritano di essere licenziati se non portano risultati. E sono ben pagati - è la sciabolata - per essere licenziati». Poi apre il capitolo yacht: «Ne ho due e tutti e due con bandiera italiana, il che comporta il 22 per cento di Iva. Io ho la barca più grande battente bandiera italiana, un onore, ma anche 25 milioni di tasse, più 10 per l’altra». Infine, la conclusione, con un plauso a Giorgia Meloni: «È una donna fantastica».
