roma Domenica in esclusiva al Giornale Natalia Potenza, compagna (ormai ex) di Valter Lavitola, mandante reo confesso dell’attentato contro Sigfrido Ranucci del 16 ottobre 2025, ha lanciato un messaggio a Mr Report: «Sigfrido non citare più mio figlio, che tra l’altro è un minore». A quanto risulta al Giornale proprio il legame tra il figlio di Lavitola, affetto da autismo, e la famiglia Ranucci, diventa un elemento di approfondimento investigativo da parte della Procura di Roma. Sabato scorso Natalia Potenza ha negato davanti al pubblico ministero Edoardo De Santis che il figlio, affetto da autismo, sia mai stato in cura dalla figlia di Ranucci. E soprattutto che il bambino da anni è affidato agli specialisti del Bambino Gesù di Roma. Perché la vicenda del figlio di Lavitola diventa elemento chiave nell’inchiesta sull’attentato contro Ranucci del 16 ottobre scorso il cui mandante reo confesso è proprio Lavitola? Lo spiega al magistrato Natalia Potenza. Si deve ritornare alla notte del 4 luglio, quando Lavitola e Ranucci parlano su Signal dopo la perquisizione a casa dell’ex editore de L’Avanti. Secondo la testimonianza di Natalia, Ranucci e Lavitola avrebbero concordato alibi e circostanze nelle quali si sono conosciuti. Dice Natalia al pubblico ministero Edoardo De Santis: «Quella notte concordano la medesima versione e la ripetono il giorno dopo, trovandosi d’accordo». In effetti, sia Lavitola che Ranucci fanno risalire il motivo della conoscenza alla necessità di cure da parte del figlio di Lavitola. Cure che sarebbero state affidate alla figlia di Ranucci. «È tutto falso» dice al magistrato Natalia. Mettendo agli atti certificati e documenti che testimoniano come il bambino sia affidato alle cure del Bambino Gesù. Natalia aggiunge dettagli: «Mio figlio non ha mai avuto alcun colloquio con la figlia di Ranucci, non l’ha mai visto». E ora la Procura vuole capire se le dichiarazioni di Natalia siano suffragate da riscontri. Ma soprattutto capire perché Ranucci continui a far risalire al problema di salute del figlio di Lavitola il momento della conoscenza? Che entrambi stiano usando un problema di salute di un bambino per coprire altro? La Procura sta cercando risposte a tutte queste domande.
Mentre alla storia si aggiunge un nuovo capitolo: la denuncia per violenze presentata dall’avvocato di Natalia a fine agosto contro Lavitola. Denuncia che ha determinato l’apertura di un altro fascicolo in mano ai magistrati romani che stanno appurando eventuali episodi di maltrattamenti contro Natalia e un figlio. Sul filone Report-Cianfoni spunta una puntata di Report che riguarda il ruolo di Fincantieri nella storia dell’affondamento della Costa Concordia. Servizio battezzato: «L’ultimo inchino». Non ci sarebbe però al momento alcun legame con Laura Cianfoni, la segretaria tuttofare di Ranucci, amica della giornalista di Report Giulia Presutti, e dipendente proprio di Fincantieri. Il nome di Cianfoni è stato tirato in ballo da Natalia a proposito della notte della perquisizione.
