«Mai più risposte sul gossip Contro l’Italia chi tifa per la crisi»

RomaChiude la cartellina con i documenti. E in un attimo se l’infila sotto il braccio. Saluta e si alza dalla sedia, pronto a lasciare la ribalta a Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi. Poi, però, si blocca. Un’ultima cosetta da dire, sull’andazzo che ha preso il dibattito politico del chiacchiericcio, Silvio Berlusconi ce l’ha. Eccome se ce l’ha. Tanto da averne già anticipato i contenuti un’oretta prima, in Consiglio dei ministri, in attesa del via libera alla Finanziaria. E allora, indice puntato e ampi gesti, il Cavaliere, un po’ tirato in volto, si rivolge ai giornalisti e detta la nuova linea del governo: «Ho chiesto ai ministri di non rispondere più a vostre domande sul gossip». Punto. E «a me, da qui in avanti, potete farne solo di questo tipo: quanti appartamenti consegnerà il 29 di settembre all’Aquila? Quante persone avete aiutato? Cose di politica vera, dunque, perché noi facciamo la politica delle realizzazioni concrete e la politica delle chiacchiere la lasciamo agli altri». Veloci pacche sulle spalle con i due ministri e via, diretto negli Stati Uniti, dopo una sosta veloce, a ora di pranzo, a Palazzo Grazioli.
L’affondo del premier, però, rimane. E fa rumore. Anche se in Cdm aveva già tracciato il percorso da seguire. «Abbiamo un alto consenso popolare e stiamo operando bene», premette, incitando i presenti: «Andiamo avanti così, per la nostra strada». Con un’avvertenza: «Non lasciamoci risucchiare nella polemica creata dalla sinistra». E un paio di «consigli». Primo: «Quando andate in tv, mantenete le distanze e date sempre del “lei” agli esponenti dell’opposizione». Secondo: «D’ora in poi, rispondete solo a domande concrete». Un paletto, quest’ultimo, che «comunicherò io più tardi alla stampa», informa il padrone di casa.
Bisogna «spiegare alla gente quanto di buono abbiamo realizzato», è quindi il concetto che rilancia da tempo Berlusconi, ribadito pure venerdì scorso al precedente Cdm. Con l’auspicio che si possa replicare, punto su punto, alle aggressioni mediatiche. Insomma, «dobbiamo tutti impegnarci per rilanciare la comunicazione dell’esecutivo», aggiunge dal canto suo Gianfranco Rotondi. Che ieri, presa la parola dopo il premier, informa i colleghi sulle prossime tappe di Governincontra. La campagna itinerante che, secondo i desiderata del ministro dell’Attuazione del programma, condivisi dal Cavaliere, «dovrebbe anche espatriare, per far conoscere la verità della nostra azione agli italiani residenti all’estero, che votano pure loro, per inciso. E toccare così le capitali straniere, disorientate da una stampa ammanicata con la sinistra italiana».
Un tasto dolente, che sembra abbia contribuito non poco a delineare l’irritazione disegnata sul volto di Berlusconi. Che in conferenza stampa, in ogni caso, ne approfitta per rivendicare il «grande gol» segnato in politica estera, «di cui sono orgoglioso». Ovvero, «il riavvicinamento fra Usa e Russia». E in vista del summit di Pittsburgh - dove chiederà di «stabilire e applicare regole migliori per i mercati finanziari», perché questa oggi è «una priorità assoluta» - il presidente del Consiglio spiega: «Andiamo a portare il nostro lavoro del G8 al G20, da protagonisti in politica internazionale. E mi piacerebbe che la stampa italiana si togliesse gli occhiali che invece molto spesso rendono difficile la visione reale del ruolo dell’Italia e dei nostri meriti».
Si passa alle questioni interne. E Berlusconi commenta i dati economici forniti da Bankitalia e dall’Istat sull’occupazione. «Vado negli Usa con l’animo positivo, perché le situazioni che ci sono state illustrate sono soddisfacenti e ci lasciano tranquilli». Tra l’altro, rimarca, «abbiamo la disoccupazione più bassa in Europa, al 7,4%, mentre la media degli altri Paesi è del 9,4%-9,7%». Di certo, però, «dobbiamo ancora una volta constatare che abbiamo un’opposizione fieramente anti italiana che fa il tifo per la crisi», aggiunge il Cavaliere, rispondendo, senza citarla, ad Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, convinta che da Palazzo Chigi non siamo «mai arrivate risposte concrete». «Noi invece - ribadisce Berlusconi - prevediamo che l’Italia ne uscirà prima e meglio di altri Paesi».