Mammuccari: "Ve la spiego io la scienza. Sì, ridete pure..."

Domani su Italia 1 parte Fenomenal. Il conduttore: "Sarà a metà fra Blob e il Maurizio Costanzo show"

Mammuccari: "Ve la spiego io la scienza. Sì, ridete pure..."

«Io ho sempre bisogno di novità; e sono convinto che il pubblico sarà incuriosito da un talk show sulle cose eccezionali presentato da una persona spiritosa». Così Teo Mammucari spiega perché ha accettato con entusiasmo l’avventura di Fenomenal, il programma che sposa la scienza e lo spettacolo che esordisce domani in prima serata su Italia 1. Il format originale è francese e debutta nella nostra tv con le quattro puntate condotte da Mammucari. «L’ignoto mi affascina - aggiunge il conduttore -. E quindi mi piaceva l’idea di fare un Quark a modo mio, divertendomi e facendo divertire».

Mammucari, ma Fenomenal non doveva essere un quiz?
«Ci saranno sì le domande e gli esperimenti, ma niente gara e niente punti. Sarà come una conversazione su argomenti scientifici».

Per la prima puntata chi s’è portato in studio?
«Rita Rusic, il Mago Forest, Sergio Muniz, Cecilia Capriotti, Stefano D’Orazio, Juliana Moreira».

E di che cosa parlerete?
«Di 47 o 50 argomenti. A parte gli scherzi, tantissimi. Sarà un incrocio fra Blob e Maurizio Costanzo show che ha per filo conduttore l’eccezionale, lo straordinario scientifico e tecnologico...».

Dovrà fare a meno dell’opinionista Bobo Vieri.
«Bobo sembrava molto felice di iniziare una nuova esperienza. È molto simpatico e secondo me ha tutte le qualità per essere un uomo di spettacolo. All’ultimo momento ci ha ripensato».

Secondo lei perché?
«Dev’essersi un po’ spaventato del sottoscritto. Ma credo che si pentirà di essersi tirato indietro».

Torniamo a lei. Sarà pungente e irriverente oppure buono? E poi: nella vita è davvero così cattivo come qualche volta è apparso in tv?
«A Fenomenal cercherò di essere divertente. Se nella realtà fossi come sono stato in scena mi sparerei in bocca. Il conduttore si deve adattare al format, essere anche attore...».

Ecco. Lei ha fatto un solo film, Streghe verso Nord, nel 2001 e poi basta. Come mai?
«Chi fa tv paga lo scotto, anche Bonolis ha fatto un film solo. Da bambino mi emozionavano molto i film storici e una volta ne vidi uno sui dieci comandamenti; la magia se ne andò nell’esatto momento in cui apparve sullo schermo Renato Rascel».

A proposito di tv. Pippo Baudo dice che mollerà quando glielo chiederà il pubblico.
«Ma già gliel’ha chiesto; e lui fa orecchio da mercante».

Scherza?
«Certo. È un grande uomo di tv, ma di una tv un po’ superata. Comunque c’è posto per tutti, il pubblico è diversificato».

Lei è sulla cresta dell’onda da una decina d’anni abbondante. Come giudica l’evoluzione della tv in quell’arco di tempo?
«La trovo ripetitiva. Non si possono riproporre sempre le stesse cose fino a che il pubblico non ce la fa più... I protagonisti sono bravi ma di cose nuove io non ne vedo».

Faccia un esempio.
«Chiambretti Night. Lui è straordinario, il programma è quello che è, sempre lo stesso».

Una trasmissione che rifarebbe?
«In linea di principio quella che non ho ancora fatto».

E in pratica?
«Mi piacerebbe rifare Libero in seconda serata. Anche perché la gente me lo chiede».

Un programma che non rifarebbe?
«Mah... diversi. Per esempio Veline e Velone. Tanta visibilità ma poca qualità».

Un collega con cui lavorerebbe molto volentieri?
«Uno fra i tanti, il Mago Forest. Funzioniamo».

Il collega da cui ha imparato di più?
«Ho imparato da molti. Ma soprattutto dalla gente comune, che fa più ridere di tanti comici».

Ma se ne trovano ancora, di tipi spiritosi nei bar?
«Eccome. Ma quando propongo un programma con quei personaggi dicono che mi voglio approfittare...».

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