Manovra, c'è intesa nel governo Ma Bersani: "Una presa in giro"

Tremonti tira dritto ed esclude le dimissioni. Il Cav soddisfatto: "Ora serve unità". Presentata la manovra: dai tagli lineari a quelli mirati alla definizione dei
fabbisogni standard. Resta il nodo sulle pensioni: le statali andranno in pensione a 61 anni. Ma Sacconi: "Ipotesi infondata"

Roma - Una manovra "seria e responsabile". Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti tira dritto e, dopo aver escluso le sue dimissioni, assicura di avere in tasca una manovra sarà "oggetto di un dibattito molto serio e responsabile e sarà nell’interesse dell’Italia e degli italiani". Dono numerose le novità introdotte dalla bozza presentata dal titolare del dicastero di via XX Settembre: dai tagli lineari si passa a quelli mirati, taglio dello stipendio dei ministri (resta solo quello da parlamentari), accelerazione sulla riforma delle pensioni e rinnovo del blocco del turn over per gli statali. Una manovra da circa 47 miliardi di euro che ha soddisfatto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ora chiede maggiore unità".

"Si sta facendo un tentativo di far pagare di più chi ha di più. Il primo contributo lo daranno le banche". Il ministro dell’Agricoltura Saverio Romano respinge le preoccupazioni sulla tenuta del governo e assicura che il dibattito si è svolto in assoluta tranquillità. Prima che iniziasse il vertice a Palazzo Grazioli, il leader della Lega Umberto Bossi aveva spiegato che sulla manovra il governo rischia di cadere. Non è così. "Chi immaginava che Tremonti si sarebbe dimesso resterà deluso - assicura Romano - sarà una bella manovra che potrebbe essere la svolta". L’intervento sarà, infatti, fatto su chi può pagarlo poi ci sarà un intervento sugli anni successivi. "Sono soddisfatto del clima che ho trovato qui oggi - interviene anche Berlusconi - ora è importante trasmettere questa stessa coesione e unità anche all’esterno per dimostrare che questo governo è davvero forte".

Per prima cosa la bozza elimina i tagli lineari: parte dal 2012 il processo di spending review mirato alla definizione dei fabbisogni standard propri dei programmi di spesa delle amministrazioni centrali dello Stato. In caso di omessa trasmissione dei dati relativi alla revisione della spesa degli enti interessati, senza motivata giustificazione entro il termine previsto, l’amministrazione competente riduce la retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili nella misura del 2 per cento. Per la sanità arrivano 486,5 milioni di euro a copertura del 2011: eviteranno l’introduzione di ticket sulle prestazioni specialistiche e sul pronto soccorso. Ma "a decorrere dal primo gennaio 2012 sono confermate le disposizioni" della Finanziaria per il 2007 che appunto istituiva un ticket di 10 euro per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di 25 euro per i "codici bianchi" di pronto soccorso.

Resta ancora il nodo sulle pensioni. Nella bozza si legge che dal 2012 per "le lavoratrici dipendenti e le lavoratrici autonome la cui pensione è liquidata a carico dell’assicurazione generale obbligatoria", il "requisito anagrafico di 60 anni, per l’accesso alla pensione" è incrementato di un anno. Nella bozza si sottolinea, inoltre, che "i requisiti anagrafici sono ulteriormente incrementati di un anno a decorrere dal 2014, nonchè di un ulteriore anno per ogni biennio successivo, fino al raggiungimento dell’età di 65 anni". Tuttavia, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi precisa che "le ipotesi indicate sono semplicemente infondate".

Arriva dal 2012 la norma "anti badante" che mira a porre un freno ai matrimoni di interesse fra la colf e il pensionato. Dal primo gennaio del prossimo anno, la pensione di reversibilità "è ridotta, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad età del medesimo superiori a settanta anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a venti anni, del 10 per cento in ragione di ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di dieci".

Tra le innovazioni introdotte dalla bozza c'è anche la proroga del turn over nel pubblico impiego ancora per un anno. La bozza esclude dalla stretta i corpi di polizia, i vigili del fuoco e le agenzie fiscali. Tuttavia, la manovra abroga tutte le norme che dispongono la conservazione nel conto dei residui, cioè le somme stanziate ma non spese dalla Pubblica amministrazione, per essere utilizzate nell’esercizio successivo, di somme iscritte negli stati di previsione dei ministeri. Oggi la Corte dei Conti ha quantificato in 108 miliardi l’ammontare dei residui passivi dell’intera amministrazione pubblica.

Verrà, poi, privatizzata la Croce Rossa Italiana e il personale non militare rischia di essere posto in mobilità. Verranno invece risolti entro l’anno tutti i contratti a termine. Dal 2012, quindi, l’ente "ha propria personalità giuridica di diritto privato e piena capacità giuridica e patrimoniale per il raggiungimento dei suoi fini" e "si configura come ausiliaria e collaboratrice delle Pubbliche amministrazioni nelle attività umanitarie e sociali messe in atto da quest’ultime". La "vecchia" Cri verrà messa in liquidazione e "il personale civile con rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato", se "non assunto, su chiamata e con il proprio consenso, è posto in mobilità".

Il confronto sulla manovra finanziaria continuerà nelle prossime 48 ore e i ministri e i rappresentanti della maggioranza avranno a disposizione da oggi pomeriggio un testo per studiare le misure e suggerire eventuali correzioni. Oggi pomeriggio Tremonti consegnerà ai ministri ma anche ai vertici dei partiti di maggioranza il testo del decreto sul quale ci sarà tempo 48 ore, fino al Consiglio dei ministri previsto per il tardo pomeriggio di giovedì, per eventuali modifiche e aggiustamenti. Immediata la bocciatura da parte del leader Pd Pier Luigi Bersani che parla di "farsa drammatica". "Se la scaglionatura della manovra in vista del pareggio di bilancio, come sembra emergere dal vertice di Palazzo Grazioli - continua il segretario piddì - concentrerà il grosso sul biennio 2013-2014, è una presa in giro colossale per l’Italia".

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