Venti canzoni per un album, una rarità anzi una cosa d'altri tempi. Molti brani però sono agili a spiegarsi nel giro di tre minuti, qualche volta meno. E questo è molto attuale, oltre che radiofonico. Mario Biondi da anni pensava a un disco così e, spiega, "questo ero il momento giusto per vari motivi". Dunque, non stupisce che ci sia un po' di anacronismo sposato all'attualità.
Il 10 aprile esce Prova d'Autore, con una copertina che trasferisce il volto del crooner dalla voce soul e cavernosa in una estetica impressionista. I motivi per tornare discograficamente, si diceva: "È l'anno del ventennale dell'album Handful of Soul e del successo di This is What You Are spiega Biondi ed è il momento giusto per cantare in italiano". Prova d'Autore è infatti il primo disco in cui Mario Biondi canta solo in italiano: "Perché ora? Perché i brani erano maturi. La verità è che alcuni li avevo scritti 20 fa, uno addirittura 25". C'è poi un motivo che suona come una confessione: "Avevo proposto il brano Cielo stellato per l'ultimo Sanremo rivela il cantante catanese -. Non è stato preso se non ve ne siete accorti. Pensavo che il Festival sarebbe stato il giusto trampolino per presentare il progetto". Dal palco dell'Ariston, però, c'è passato: "Sì, ospite di Sayf con Alex Britti, giocando ai Blues Brothers. Divertente. Poi Carlo Conti mi ha avvicinato e mi ha detto: visto che sei qui?". Nel disco nuovo di zecca, Biondi mette tutto della ricetta che lo ha reso celebre in Italia e nel mondo (a maggio tour nei teatri, quest'estate nelle location outdoor, più date internazionali, come quella del 7 giugno nel mitico Royal Drury Lane di Londra): arrangiamenti curati, sonorità jazz soul, cura delle ritmiche.
Nei testi italiani, "riferimenti all'amore per i miei dieci figli, il più vecchio un avvocato di 30 anni, il più giovane di due anni, e una figlia modella che farà un film ma mi ha avvisato di farmi gli affari miei e non dire nulla. E c'è una dedica a un amico che non c'è più, che mi ha aiutato in un momento importante della mia vita, e che è scomparso durante la pandemia". È il brano Ciao dottore, intro dell'album.