Massimo e Cavour, la sfida impossibile

I maestri cantori dell’Unità ieri hanno toccato vette liriche irraggiungibili. Il quotidiano della Quercia ci ha spiegato che la politica internazionale ha un nuovo Metternich, ma non è nato a Coblenza, è italiano, porta i baffi e si chiama Massimo D’Alema. La sua abilità diplomatica - secondo l’Unità - è gigantesca, al punto da far impallidire i miti della storia Patria perché Cavour e Garibaldi «venivano presi sul serio, ma con riserve» perché «il primo «si burlava della verità» e il secondo «della legge». Il talento diplomatico di D’Alema cancella due figure che in fondo fecero soltanto l’Italia. E se Metternich fu uno dei principali negoziatori del Congresso di Vienna, D’Alema è stato il motore della Conferenza di Roma. A leggere l’Unità, il ministro degli Esteri è uno che non solo dà del tu alla Rice ma alla Storia. Noi la storia siamo in grado solo di leggerla e ricordiamo che il genio di Metternich finì con i moti del 1848 e Cavour pagò il biglietto della Crimea con un bagno di sangue. D’Alema è in attesa di giudizio.

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