Matthew Modine: «Nel cinema è peggio che nel ’29»

A CAPRI L’attore: «La gente non va più in sala e non guarda la Tv. E i ragazzi si rifugiano su Internet»

Capri Matthew Modine è uno degli ospiti della tredicesima edizione del «Capri, Hollywood», il festival del cinema in programma sino al primo gennaio nell’isola campana.
L’attore, che fa parte del comitato onorario, ha le idee chiare sull’attuale periodo di crisi economica americana e mondiale, sulle sue ripercussioni sull’industria del cinema e sulle sue origini: «Le origini sono da ricercare nella politica di Bush e nella sua cattiva amministrazione, ora dobbiamo sperare nella sensatezza di Obama, che ha un compito non facile». In qualche modo però, per l’attore di Ogni maledetta domenica questa crisi è salutare. «Dal punto di vista della salute ambientale, sicuramente. Questa crisi è il risultato di una economia consumistica che non possiamo più permetterci, abbiamo imparato che le risorse non sono infinite e dobbiamo pensare ad un altro futuro. Io la vedo come un uomo morente. Puoi tenerlo in vita, con interventi chirurgici e medicine ma poi, ad un certo punto devi lasciarlo andare. L’economia di oggi è come un nonno morente, occorre seppellirlo e andare avanti facendo tesoro di cosa di buono è venuto dalla sua vita».
Sul momento del cinema americano in questo periodo di crisi Matthew Modine ha fatto una comparazione con la grande depressione del ’29, quando Hollywood fiorì perché il cinema era un modo non troppo costoso di sognare e scordare la realtà: «Ora è differente perché il cinema non è più solo Hollywood, ma è il prodotto di una comunità globale, in continua trasformazione e il futuro è internet. È un momento di cinema sociale, ma se la gente non ha soldi non va nelle sale, e non guarda nemmeno più la tv, va su internet. I miei figli fanno così. Il vantaggio sta nel fatto che le idee torneranno a prevalere sui mezzi. Ora basta un cellulare per fare un film».
Modine ha parlato anche del possibile sciopero del sindacato degli attori. Il Sag, Screen Actors Guild, è nato proprio durante il periodo della Grande Depressione, per tutelare gli attori senza diritti: «Sono grato a quegli attori che ci hanno dato una cassa sanitaria e pensionistica in un’America dove non esiste un sistema sanitario efficace».


Per Modine il neo presidente eletto Barack Obama dovrà per prima cosa investire nelle infrastrutture. L’industria dell’automobile è malata perché non si è evoluta. L’evoluzione è una necessità planetaria, se non ti evolvi ti estingui e l’industria americana non è stata al passo con, ad esempio quella asiatica».

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