«Con me C.P. Company tornerà grande»

FirenzeÈ tempo che l'industria guardi ai giovani e investa nel loro futuro: questo il concetto più forte che Alberto Bombassei, vice presidente per le relazioni industriali e affari sociali della Confindustria, ha espresso ieri durante l'inaugurazione della 78esima edizione di Pitti Uomo. Un salone che ha visto in marcia verso Firenze migliaia di operatori provenienti da tutto il mondo desiderosi di confrontarsi con le migliori realtà della moda maschile italiana e internazionale. Come si vestiranno gli uomini la prossima estate è il punto d'arrivo delle collezioni proposte nei padiglioni della Fortezza da Basso. Dove peraltro, con l'insolita performance di uno stuntman in sella a una moto è andata in scena la dimostrazione live dell'efficacia della nuova Life Jacket di Brembo prodotta da Cionti.
Per la prima volta la meccanica dialoga con la moda ma tra funzionalità ed estetica la discussione si accende intorno a una dinamica di mercato che vede crescere sempre di più la fetta di consumi collegata allo sportswear. E, di conseguenza, la crescente contaminazione tra il formale e il casual. «I giovani che vengono dal jeans, dalle sneakers e dal nylon scoprono con piacere l'abito, la cravatta e la dinner jacket in tartan di seta blu e nero», spiega Antonio De Matteis di Kiton mostrando una serie di vestiti reinterpretati in tessuti tipici degli anni Sessanta pensati per diciottenni sempre più incantanti dall'eleganza formale. «Attenzione e non trasgressione: l'uomo che sceglie la nostra giacca informale in cotone traspirante è un tipo che si veste casual tutta la settimana ma senza esasperazione» dichiara Costantino Costa direttore commerciale di Etiqueta Negra, brand che da tre stagioni riscuote consensi e che a fine luglio inaugura a Lugano il sesto negozio monomarca. «Nello sport performante la fanno da padroni americani e tedeschi, gli italiani, invece, sono forti nella creazione di uno stile sportivo che non rinneghi il nostro buongusto», aggiunge Costa mostrando un giubbotto di suede con interno in jersey e cappuccio stile jogging, perfettamente abbinabile a una camicia da smoking di animo sbarazzino. L'hi-tech e l'hi-natural sono i due concetti che da Allegri stabiliscono un punto d'incontro fra il tecnologico e il naturale, due desideri dell'uomo contemporaneo affascinato da natura e scienza. In questo senso leggerezza, ingualcibilità, protezione sono solo alcune delle doti dei nuovi sensazionali tessuti applicati nelle collezioni A-Tech, Allegri Milano e Black Label come la pura seta dell'impermeabile, 300 grammi a dir tanto, che tra le mani emette il suono del nuovo lusso.
Intelligenti contaminazioni che giovani come Alberto Bresci, 33 anni, titolare e designer della linea Hydrogen, esprimono con eccelsa creatività. L'intraprendente giovanotto che ha studiato economia e marketing a Londra sin dai tempi dell'università osservava i giovani inglesi mixare giacca sartoriale e sneaker e cercare felpe nei negozi più esclusivi. «In ogni nostro capo c'è una marcia in più, un dettaglio speciale», spiega mentre fa notare le rifiniture da tuta da jogging sui chinos e il gros-grain tricolore all'interno del collo della camicia in seersucker immacolato. Ma a scompaginare queste logiche arriva Massimo Piombo che forte di una nuova joint venture aprirà nel 2011 boutique a Londra e a Los Angeles. «No all'imbastardimento e al disordine mentale che diventa anche estetico. In un momento di confusione è normale che ci sia una cattiva interpretazione del vestire. Come mangiare le cozze con il sugo di carne», spiega il designer che pensa di vestire con proposte degne di questo nome i vari momenti della giornata, dalla robe de chambre alla cerimonia. Il tutto permeato da una ricerca puntigliosa di stampe fatte a mano a Lione o i tessuti norvegesi e islandesi per il tempo libero.

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