Mercedes-Benz accelera su ibrido e «bi-fuel»

Motorizzazioni nuove di zecca e sviluppi a ritmo continuo nel campo delle propulsioni alternative: nella roadmap dei veicoli commerciali di Mercedes-Benz economia di esercizio ed ecocompatibilità rappresentano le linee guida inderogabili, che da una parte hanno appena fruttato la nuova generazione di motori Diesel Euro 5 e, dall’altra, spingono ad accelerare sulle strade dell’alimentazione benzina-metano e dei sistemi ibridi, per un futuro assai verosimile che punta su unità diesel-elettrico così come benzina-elettrico di tipo plug-in.
Già disponibile sullo Sprinter, il best seller della casa il cui venduto in Europa ha superato quota 400mila (1,7 milioni considerando anche il modello precedente), la nuova famiglia di motori Cdi a norma Euro 5 si compone di un V6 3 litri da 190 cv (siglato Om 642) con una coppia massima lievitata a 440 Nm e un quattro cilindri di 2.143 cc (Om 651) realizzato in tre versioni differenti, capaci rispettivamente di 95, 129 e 163 cv, l’ultima delle quali più potente dell’8% e con il 10 per cento di coppia in più rispetto alla vecchia motorizzazione.
Si tratta di propulsori sovralimentati, basati su un’architettura di nuova concezione, per i quali è valso il presupposto del downsizing: potenza e coppia elevate a fronte del contenimento della cilindrata e del peso, grazie al quale ottenere consumi ed emissioni ridotti. Se nella versione base da 95 cv, che equipaggia i modelli Sprinter 210, 310, 410 e 510 Cdi la sovralimentazione è a singolo stadio, gli altri quattro cilindri sono muniti di doppia turbina: la prima, di piccole dimensioni, interviene ai bassi regimi mentre la seconda, molto più grande, entra in gioco ai medi così da ottenere prestazioni elevate su tutto l’arco di funzionamento e una curva caratteristica assimilabile a un diesel di grossa cilindrata. La versione da 163 cv del quattro cilindri montato sugli Sprinter x16 Cdi (per gli x13 c’è invece l’unità 129 cv) raggiunge la più elevata potenza specifica e la coppia più alta (168 Nm per litro) tra i veicoli commerciali dell’intero segmento, senza scendere a compromessi con l’affidabilità, se è vero che i motori hanno subito test e collaudi per un totale di 5 milioni di km e sono configurati per raggiungere percorrenze d’uso di almeno 350mila chilometri, nel 90% dei casi senza richiedere una revisione generale. Peraltro, gli intervalli di manutenzione restano invariati a 40mila e 80mila km. Abbinato alla nuova generazione di propulsori Euro 5 (che possono rispettare, a richiesta, anche il più severo standard Eev) c’è l’Eco Gear, un nuovo cambio manuale a sei rapporti, con una prima più corta che aiuta nelle manovre e una sesta marcia «di riposo». È un indubbio contributo alla riduzione delle emissioni nonché al contenimento dei consumi, che per la famiglia dei quattro cilindri è compreso, secondo la casa, tra 0,5 e 1 litro per 100 km. Il V6 Cdi può vantare un taglio ancora maggiore, fino a 1,5 litri. Ecco che Mercedes attribuisce agli Sprinter dotati dei nuovi motori, calcolandoli su una percorrenza di 50mila km all’anno, risparmi tra i 250 e i 750 litri di gasolio.
A quanti vogliamo abbassare ulteriormente sia le emissioni nocive, sia i costi operativi, la Stella propone lo Sprinter Ngt, disponibile con alimentazione bivalente benzina-metano e pure in configurazione classificata come monovalente perché munita di un serbatoio benzina di soli 15 litri. I modelli a gas naturale, che godono dell’incentivo pubblico di 4mila euro, cumulabile con il contributo per la rottamazione (al più, altri 2.500 euro), possono alloggiare fino a sei bombole, poste sotto al telaio, per un totale di 294 litri. Il motore dello Sprinter Ngt, proposto in versioni autotelaio, combi e furgone, è un quattro cilindri da 1,8 litri che sviluppa 156 cv e una coppia di 240 Nm sia a gas che a benzina; grazie al basso costo del metano, il risparmio commisurato a una percorrenza di 50mila km annui può raggiungere i 1.500 euro.