La mia corsa sfrenata (e incosciente) su una pista di F1 e con 10 cm di tacco

nostro inviato al Nürburgring

Atterrata a Francoforte, l’adrenalina mi scorreva già nelle vene. Avevo un appuntamento, ma non galante: un paio d’ore dopo, dalla mia stanza d’albergo affacciata sul circuito di gara del Nürburgring, guardavo già il sole tramontare alle spalle del vecchio castello di Nürburg che da lassù, a partire dal 1927, ha osservato competizioni che hanno disegnato il volto del motorismo. Ecco, appunto: io che c’entravo? Invece l’indomani anch’io avrei provato la velocità folle, correndo come i piloti di Formula Uno direttamente sul tracciato sede del Gran premio di Germania da quando lo storico circuito lungo 23 chilometri è stato chiuso perché troppo pericoloso. Insomma: la notte della vigilia non ho chiuso occhio. Emozione per l’attesa e cuscino tedesco decisamente troppo alto.
La scusa era la presentazione del videogame «Forza Motorsport 3» e l’idea era quella di guidare sì, ma solo auto virtuali che sembravano vere. Invece ecco il programma: sveglia alle sette e appuntamento all’Audi Lounge. E dopo il caffè, altro che XBox 360. Si parte davvero, briefing con la testimonial del gioco, nonché «pilotessa» come me (si fa per dire, s’intende): è Natacha Gachnang, origini svizzere, anni 21.
Eccoci allora sulla griglia di partenza delle F1. Donne presenti? Tre, compresa la pilotessa. Donne con tacco 10 cm? Una, la sottoscritta... Spuntano due Audi R8 color rosso fuoco e in quel momento vedo già la mia futura e brillante carriera da regina dei motori, anche se solo quella vera, Natacha, ha le carte in regola per governare le supercars rosse. E per il servizio «trasporto passeggeri incoscienti».
Indosso il casco ignifugo, è il mio turno. Salgo in auto accanto a Natacha pronta a girare sul profilo reale del nuovo Nürburgring: 5 km e 15 curve a chissà quale velocità. Allaccio la cintura, guardo la pilotessa e le sussurro timidamente che per me è la prima volta in pista, lei annuisce e sembra dirmi: non la dimenticherai. Si parte, il rumore è fortissimo, chiudo gli occhi, frenata violenta prima delle curve e dentro a tutto gas, mi tremano le gambe e penso che ci ribalteremo, la testa si muove in base alla direzione del tracciato, riapro un solo occhio: siamo a 260 km/h. Eccoci in prossimità del traguardo, ultima chicane, sono salva. Brividi che non vedo l’ora di risentire e decido di voler sposare un pilota.
Ma non è tempo di pensare, ora mi tocca guidare con i miei 10 cm ai piedi sul nuovo Nürburgring: è la mia sfida. Salgo su un’Audi S4 e fanno - ahilui - accomodare al mio fianco un ragazzo. Il volante è quasi all’altezza della mia bocca, ma ormai è troppo tardi per chiedere aiuto: accendo il motore. Davanti a me un’altra S4, guidata però da un pilota, il mio riferimento da seguire in pista. Dietro di me altre cinque vetture in colonna. Il primo giro capisco (più o meno) la traiettoria delle curve e al traguardo scalo in ultima posizione. Il mio passeggero inizia a sudare e soprattutto inizia a urlarmi di frenare prima delle curve, ma io sento che le gomme non perdono aderenza e, toccando i 200 km/h, cerco di tranquillizzarlo. All’improvviso, non si sa bene perché, mi dirigo a tutto gas sul cordolo e l’auto si scompone: io solo un po’, il ragazzo invece è visibilmente pallido e bagnato di sudore. Rientro in pista pronta al mio sesto giro di fila: l’ultimo. Scendiamo e il mio passeggero strizza la sua camicia, ma so che si è divertito.
Di nuovo all’Audi Lounge, per provare in prima persona la guida virtuale: posso scegliere fra circa 400 automobili, così affronto «Forza Motorsport 3» nell’abitacolo di una Lamborghini gialla, cosa mi può succedere ormai? Infatti mi stupisco di andare così bene nonostante tutte quelle macchine superveloci che, procedendo nella direzione opposta rispetto alla mia, sembra che vogliano solo venirmi addosso. Già, proprio quello: «È da mezz’ora che stai andando in contromano!» le risate alle mie spalle. Tutti uomini, ma nel gruppo non c’è il ragazzo dell’Audi. Forse si è defilato: nel caso decidessi di sposarlo...

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