In arrivo 270 nuovi bus e 15 treni per la «verde»

Utile Atm oltre l'anno Expo. Evasione dimezzata Rota: «Altri investimenti per rinnovare la flotta»

Chiara Campo

Quindici nuovi treni in circolazione sulla linea «verde» della metropolitana a partire dal prossimo autunno e altrettanti saranno ordinati per il triennio, 125 autobus tradizionali Euro 6 (tutti in funzione entro il 2017) e in arrivo a Milano i primi 120 ibridi, lunghi diciotto metri. É il grosso piano di investimenti messo in campo da Atm per rinnovare il parco mezzi. Si completa con l'acquisto dei primi 25 bus elettrici da dodici metri, destinati al centro, ma un tentativo di acquistare mezzi a emissioni zero è già andato a vuoto. La precedente gara per dieci bus «non è andata deserta, ma chi ha presentato un'offerta forse non era molto convinto: non è stato rispettato il capitolato, abbiamo dovuto annullarla» spiega il presidente dell'azienda di trasporti Bruno Rota, annunciando un bando bis in arrivo a breve per 25 bus elettrici. E per rendere più appetibile la gara, oltre al numero sarà alzato il prezzo base, che ammontava già a 500mila euro. Costano il doppio dei bus tradizionali, hanno un autonomia di circa 180 chilometri e devono rimanere fermi 4/5 ore per la ricarica. Atm sta testando un paio di mezzi elettrici lungo la linea 84. Con i nuovi mezzi arriva la garanzia che «entro la fine dell'anno, al massimo i primi giorni del 2017» scatterà l'apertura anticipata della metropolitana di circa mezz'ora.

Manca un mese alla chiusura dei conti del 2016 ma Rota non ha paura di sbilanciarsi: «Chiuderemo con un utile di oltre 30 milioni di euro, anche superiore all'anno di Expo». Nel 2015 il risultato netto è stato di 25,8 milioni di euro. Il primo semestre l'utile consolidato era già a quota 12,1 milioni e la seconda parte dell'anno è andata ancora meglio. Contribuisce al record la vendita dell'immobile centralissimo di via Ricasoli (4 milioni su 7 saranno inseriti come plusvalenza). Ma a far navigare Atm in tranquille acque («se il Comune dovesse chiederci extra-dividendi anche nel 2017, non li daremo ovviamente volentieri ma saremo in grado di farlo senza difficoltà») sono soprattutto il ricorso alle gare (la concorrenza scatena forti ribassi, e quindi risparmi per l'azienda) e un taglio secco alla spesa delle manutenzioni in metrò, via via che i contratti esterni vanno a scadenza vengono riaffidate internamente agli operai Atm.

Se il Comune chiuderà il Bilancio 2016 prelevando almeno trenta milioni extra dalle casse Atm, gli incassi dei biglietti finiscono già automaticamente nelle casse di Palazzo Marino, e la vendita nel 2016 ha viaggiato quasi ai livelli di Expo: 416 milioni contro 423, solo 7 in meno. «La chiusura dei tornelli ha dimezzato il livello di evasione» assicura Rota. Nel piano d'impresa per il triennio 2017/2019 sono pianificati investimenti per 606,7 milioni - 155,7 già nel 2017 - e la parte più consistente (412,2 milioni) come si diceva riguarda proprio il rinnovo della flotta. E la quota in autofinanziamento nel triennio aumenterà dall'86,5 al 93,2%. Una scelta virtuosa ma anche «in parte obbligata, visto che lo Stato parla molto dell'importanza del trasporto pubblico locale, ma ogni anno riceviamo cifre più basse». Nel Patto per Milano siglato dal premier Renzi e il sindaco Beppe Sala per dire si parla di fondi statali per l'acquisto di 15 treni della metropolitana e 40 bus elettrici, ma i fondi per ora non si sono visti. Dopo i 220 milioni spesi per i trenta della M1 e M2 tra 2012 e 2015, era già stato confermato l'acquisto in autofinanziamento di altri 15 (quelli in consegna dal prossimo autunno) e ieri Rota ha garantito che chiuderà la tranche con altri 15. Sulla «verde» servono anche «forti investimenti infrastrutturali» ma sono onere del Comune. I primi 63 (su 125) nuovi autobus Euro 6 da 12 metri ordinati da Atm arriveranno invece entro l'estate 2017. I primi 120 ibridi e i 25 elettrici saranno acquistati con gara. L'investimento complessivo a carico dell'azienda per i 270 autobus messi «in cantiere» per il triennio si aggira intorno a cento milioni a carico dell'azienda.

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