Prosciolti tre frati per un buco di 20 milioni di euro

Erano spariti 20 milioni dalle casse dei francescani. Prosciolti un po’ per prescrizione e un po’ per merito

Prosciolti tre frati per un buco di 20 milioni di euro

Sono stati assolti per prescrizione e merito i tre religiosi accusati di appropriazione indebita per un buco di 20 milioni di euro nelle casse dei francescani. La parte civile era costituita da tre enti, la Casa Generalizia dell’Ordine dei Frati Minori, la Provincia di Lombardia San Carlo Borromeo e la Conferenza dei ministri provinciali dei Frati Minori d’Italia, dei quali i tre imputati erano amministratori. Il Giudice di Milano, Giuseppe Vanore, ha dichiarato “Il non doversi procedere per intervenuta prescrizione” per i fatti avvenuti fino a maggio del 2011 e l’assoluzione “perché il fatto non sussiste per quelli seguenti. Era stata la Procura a chiedere la prescrizione, alla quale i tre enti religiosi si erano opposti.

Sono quindi stati assolti Giancarlo Lati, ex economo della Curia generale, Renato Beretta, ex economo provinciale e Clemente Moriggi, ex economo della Conferenza dei ministri provinciali dei Frati Minori. Secondo quanto ricostruito dall’accusa i tre frati avevano affidato i soldi, 20 milioni di euro, al sedicente fiduciario investitore Leonida Rossi che li aveva investiti in Africa, Medio Oriente e Svizzera. Persona comunque “sprovvista di qualsiasi autorizzazione per lo svolgimento di attività finanziarie”.

Rossi, 78enne italo-svizzero, nel 2015 era poi stato trovato morto suicida nella sua villa a Lurago d’Erba, comune in provincia di Como. In passato il gip Maria Vicidomini non aveva accolto la richiesta di archiviazione mossa dalla Procura. Per il pubblico ministero vi sono diversi elementi che fanno escludere la responsabilità dei tre imputati. Inoltre ha spiegato che “da molti elementi e documenti emerge che anche i vertici dell’epoca erano a conoscenza e, dunque, non si può sostenere che gli economi agissero per profitti personali.

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