Brutta di notte?

Da piazza Duomo alle periferie: progetti vecchi e inefficaci senza le luci dei negozi

Jacqueline Ceresoli

L'inverno si avvicina, le giornate si accorciano e Milano si accende di nuovi colori, sfumature, atmosfere, la luce ridefinisce lo skyline della capitale tecnologica, dinamica dove è nato il Futurismo, che dal 1910 ha adottato l'energia elettrica.

Le arterie commerciali come Corso Buenos Aires, Corso Vercelli, XXII, Corso Matteotti, Corso Vittorio Emanuele, Corso Garibaldi, Corso Como e altre risplendono per lo più grazie alle luci delle vetrine, dei caffè e ristoranti. Il Quadrilatero della moda, se dovessimo immaginarlo con le saracinesche dei negozi abbassate, di sera ci apparirebbe vuoto e silente. Piazza Duomo andrebbe riprogettata. Piero Castiglioni, figlio d'arte, noto architetto e lighting designer, autore dell'illuminazione generale del complesso di Porta Nuova (2013), del Campanile della Chiesa di san Marco (2007), del Nuovo Teatro degli Arcimboldi (2002), della Galleria di Corso Vittorio Emanuele (2000), di Piazza Cadorna (1999), e altri importanti progetti per spazi interni ed esterni pubblici e privati a Milano e all'estero, ne è convinto: «Piazza del Duomo dovrebbe cambiare la luce zenitale e privilegiare una illuminazione su piani verticali, la gente deve vedersi, riconoscersi reciprocamente. Penso a una buona illuminazione sulla facciata, sui portici settentrionali e meridionali e sul palazzo Carminati. Sarà possibile quindi con un perimetro ben illuminato ottenere una discreta riflessione diffusa». Anche per Paolo Castagna e Gianni Ravelli, lighting designer e progettisti multimediali, autori di «Luce Sacra», progetto d'illuminazione interna permanente delle vetrate del Duomo (2009),e quella dell'Accademia di Brera (2009-2010), bocciano il cuore di Milano: «L'illuminazione della Cattedrale è sbagliata e appiattisce la facciata e ne cancella i rilievi, anche le guglie non sono valorizzate. Inoltre i lampioni della Piazza è inadeguata, avrebbe bisogno di una luce più morbida. La luce attuale degli edifici circostanti della cattedrale sono concepiti come elementi diversi e sarebbe necessario puntare sull'omogeneità luminosa che li faccia dialogare».

La Cattedrale dal 2015 ha aggiornato l'illuminazione interna ed esterna, ma l'unica nota nuova è la luce irradiata dal un maxi schermo della Samsung su Corso Vittorio Emanuele. Anche gli schermi pubblicitari sempre accesi delle piazze Cadorna, Garibaldi, Lambrate, diventano una land mark identitari della città moderna, mentre Piazza Duca d'Aosta antistante alla Stazione Centrale, è out. Positivi i giudizi sull'illuminazione della Darsena rinforzata da mega schermi luminescenti e dei nuovi centri come il Portello, Piazza Gae Aulenti, progettata da Cesar Pelli, simbolo di Milano, irrorata dalla luce di Solar Tree, lampada a Led firmata da Ross Lovegrove per Artemide. Ricordiamo che Milano dal 2015 ha sostituito 100.000 corpi HID (Lampade ad alta intensità) con apparecchi LED sostenibili per ridurre i costi, ma c'è ancora molto da fare. «Tuttavia, escludendo i luoghi della movida milanese, nelle periferie c'è troppo buio e la loro riqualificazione urbana e sociale dipende anche dall'illuminazione, come pure nei pressi delle aree delle nuove stazioni metropolitane».

Giudicata addirittura imbarazzante l'illuminazione in piazza Buonarroti, dove la scultura di Giuseppe Verdi di Enrico Butti scompare nel buio. Necessiterebbe un restyling anche l'illuminazione compresa area Sarpi, Monumentale, Lorenteggio, Bocconi, e la zona compresa tra City Life e il Portello che per ora non brilla di luci smart, escludendo la nuova piazza Tre Torri e quella dedicata Alberto Burri». Spiccano le luci intorno al polo di Porta Nuova, Ex Varesine. «Ha il suo fascino vintage quella di piazza Loreto, però è meno intrigante di Pigalle, Time Square e Piccadilly».

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