Buzzi, case per i piccoli pazienti anche in zona rossa

Sono 4mila i minori che ogni anno arrivano da tutta l'Italia all'ospedale per farsi curare

Si articola in cinque case (10 alloggi) per 3.650 giorni di accoglienza OBM Home, il progetto di solidarietà residenziale per piccoli pazienti e le loro famiglie ideato dall'Associazione OBM Ospedale dei Bambini Milano Buzzi Onlus. Dalla nascita, nel 2009, le strutture hanno accolto più di mille nuclei familiari, per un media di 6 pernottamento.

L'associazione, nata nel 2004, ha affrontato negli ultimi anni una nuova sfida, diventata ancora più difficile ai tempi del Covid ovvero la «migrazione sanitaria», l'arrivo di famiglie con bambini, da altre regioni italiane e dall'estero, per essere curati. Ogni anno in Lombardia approdano circa 70mila minori alla ricerca di cure specifiche, di cui 4mila sono accolti all'Ospedale Buzzi. I piccoli pazienti, insieme ai loro genitori, si trovano catapultati all'improvviso in una situazione di disagio, molto complessa per l'allontanamento dagli affetti, l'interruzione dello studio, del lavoro, e quindi problematiche di tipo economico. Per venire incontro a queste esigenze l'Associazione si è attivata per offrire alle famiglie in difficoltà un sostegno che potesse essere, almeno in parte, di conforto. OBM Home accoglie tre tipologie di ospiti: bambini ricoverati in urgenza, mamme e bambini in ricoveri programmati e bambini costretti a ricoveri ricorrenti. L'Associazione, grazie a gli appartamenti in comodato gratuito e ai partner che sostengono l'iniziativa, ha quindi realizzato ambienti che ricreano il calore di casa, diventando un aiuto concreto per ogni necessità di ordine pratico o emotivo. Con la pandemia, le difficoltà della famiglie di pazienti si sono aggravate e OBM Home si è rivelata una soluzione insostituibile per tutti coloro che per necessità sanitarie ricorrevano all'Ospedale Buzzi e non potevano, a causa di problematiche legate al virus, rientrare al proprio domicilio. OBM ha adeguato «in tempo reale» i propri alloggi alle nuove necessità ed alle nuove normative, fornendo accoglienza quando in città gli alberghi erano chiusi ed anche fare la spesa era davvero difficile.

«Oltre a portare avanti l'attività ordinaria per sostenere i bambini ricoverati insieme alle loro famiglie e favorire lo sviluppo tecnologico della struttura - racconta l'assessore regionale alla Famiglia Alessandra Locatelli - durante l'emergenza Covid l'Associazione ha fatto moltissimo per trattare le partorienti e i piccoli pazienti in assoluta sicurezza, con strumentazione idonea e in aree dedicate».

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