Celebrazioni ridotte: qui la messa in pausa pranzo rimane tutto agosto

Tante persone all'ora di pranzo amano nutrirsi in modo diciamo alternativo. Invece, prima di sedersi a tavola, corrono a mangiare il pane degli angeli, il pane del cielo, il corpo e il sangue di Gesù. Vanno a Messa. Non solo la domenica, anche nei giorni della settimana. Un modo per ripartire di slancio dopo le fatiche della mattina. Duomo, San Fedele, Santa Maria Annunciata in Camposanto, Sant'Antonio abate, San Gioachimo per chi lavora a Porta Nuova, Sant'Angelo per i fedeli di via Moscova sono i luoghi dei giorni dell'anno che non si chiamano agosto.

Adesso che il cuore dell'estate bolle e molti sacerdoti sono in ferie, qualche chiesa è chiusa e altre hanno ridotto le messe, la comunione all'ora di pranzo è diventata una grazia difficile. C'è una gradevole eccezione per chi desidera e può concedersi una sosta di ristoro. È la cappella della Mangiagalli, dedicata ai Santi Innocenti, due minuti di passeggiata dall'ingresso di via della Commenda, immersa nel giardino del Policlinico. Mamme, bimbi e malati in ospedale non vanno in vacanza e così nemmeno l'Eucaristia della pausa pranzo. Orario dell'appuntamento con la Messa? La domenica alle undici. Ogni altro giorno, sabato escluso, alle dodici e mezza, come per una colazione anni Cinquanta, età dagli affreschi di Antonio Martinotti che impreziosiscono la cappella. Un luogo adatto a pregare o anche solo a meditare un po' in tranquillità.

Può capitare, nella cappella dell'ospedale, di ritrovarsi in pochi o anche da soli, in silenzio totale. Non è un privilegio da poco in giornate faticose in cui domina lo stress. Qualcuno entra in attesa del pargolo in arrivo o in supplica per scampare a una malattia: c'è anche una collezione di ex voto . Ma può essere una buona idea prendersi del tempo per contemplare queste opere di arte lombarda. Si sa che il bello aiuta la vita.

Martinotti, apprezzato pittore nato a Pavia nel 1908 e morto a Milano nel 1999, noto per un Cristo alla porta di straordinario impatto, ha dipinto questo ciclo dedicato ai Santi Innocenti, i bimbi vittime della strage di Erode, l'uomo che, per paura che Gesù potesse soppiantarlo, fece uccidere i bambini dell'età del neonato re dei Giudei. Tra gli affreschi, una Fuga in Egitto, con un giovane san Giuseppe che usa il bastone per condurre l'asino su cui viaggiano Maria e il bambino Gesù, costretti dalla persecuzione a fuggire lontano da Betlemme.

Sopra l'altare la storia della Madonna, in uno stile attuale che rispetta la classicità. C'è lo sposalizio della Vergine con Giuseppe, l'Annunciazione al centro della scena e la visita di Maria alla cugina Elisabetta, con il pancione di tre mesi che accoglie san Giovanni Battista. Così l'Angelo Gabriele aveva detto a Maria. Un ripasso di storia sacra con occhi contemporanei. Tra le chicche, una nicchia dedicata a Maria bambina, che sembra una bambola, incoronata dagli angeli con sant'Anna e san Giuseppe: anche questo è un affresco di Martinotti. Circondato di lumini continuamente accesi.

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