Solo di energia elettrica se ne sono andati quasi 29 milioni di euro, per il riscaldamento un'altra quarantina e la spending review sulla carta (le fotocopiatrici vengono tenute parecchio a riposo rispetto al passato) non si è riuscito a evitare un conto di 822mila euro. Da ieri i conti di Palazzo Marino sono finiti voce per voce, come gli altri Comuni italiani, su soldipubblici.gov.it, il portale su cui è possibile consultare quanto spendono le pubbliche amministrazioni. «Vogliamo mettere tutte le spese online - ha spiegato ieri su Facebook il premier Matteo Renzi - perchè contro la corruzione non c'è miglior strumento della trasparenza, del monitoraggio e del controllo dei cittadini. Vedere quanti soldi sono stati spesi dà alle persone uno strumento pazzesco di pressione nei confronti della PA per dare conto di cosa si è fatto con i nostri soldi e per chiedere servizi migliori». E dunque, i milanesi possono spulciare e chiedere conto alla giunta Pisapia, in rete si trovano tutti i pagamenti effettuati nel corso del 2014 (i dati sono aggiornati al 30 novembre), per un ammontare generale, tra spese correnti e in conto capitale, che arriva a 3,3 miliardi di euro. Se le spese di pulizia sono quasi insopprimibili - circa 28,7 milioni per «ramazzare» gli stabili pubblici -, durante l'anno sono state pari a 375.293,54 euro (meno di 25mila euro nel 2013) quelle per «acquisto di servizi per spese di rappresentanza», catering e simili, e arrivano 1,1 milioni con la voce «beni di rappresentanza». Per l'organizzazione di manifestazioni e convegni Palazzo Marino ha autorizzato pagamenti per 4,4 milioni, 236mila euro per missioni e rimborsi spese di viaggi istituzionali. Al capitolo personale, non sono bastati i 17 milioni di euro spesi in ore straordinarie dei lavoratori assunti a tempo indeterminato, i compensi delle collaborazioni coordinate e continuative ammontano a 890mila euro in undici mesi e ha affidato incarichi professionali per altri 761mila euro. Alla voce «pubblicazioni, giornali e riviste» ci sono 1,1 milioni di pagamenti in euro, circa 628mila euro invece le spese per la pubblicità.
Tutti i conti sono trasparenti, anche se per ora il sistema non permette ancora di andare oltre le «macro-voci», il premier spiega che in qualche settimana il portale farà progressi. Si legge che il Comune ha speso quasi 38 milioni di euro in spese postali e un milione per le liti, tradotto per contestare ricorsi davanti ai vari tribunali. Ha dovuto pagare 184mila euro come oneri di sentenze sfavorevoli e restituire ai contribuenti 301mila euro di tributi versati non dovuti.
Ammontano a 3,2 milioni gli incarichi professionali esterni affidati per le opere pubbliche. Colpisce (in negativo) la spesa fin troppo ridotta degli investimenti sugli impianti sportivi: poco più di 305mila euro in un anno.