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L'attacco pro Pal e l'inserimento nella lista di proscrizione "sionista": la nostra giornalista Sorrentino ancora nel mirino

Dopo l'aggressione subita dai pro Pal, che hanno cacciato la nostra cronista dal corteo, i sostenitori di Hannoun sono tornati a farsi sentire e il (nuovo) Partito Comunista Italiano l'ha esposta nella sua lista dei sionisti

L'attacco pro Pal e l'inserimento nella lista di proscrizione "sionista": la nostra giornalista Sorrentino ancora nel mirino
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Ennesimo corteo proPal a Milano, che in queste settimane viene organizzato principalmente per chiedere la scarcerazione di Mohammad Hannoun, presidente dell'Associazione Palestinesi d'Italia, arrestato perché sospettato di essere il capo della cellula italiana di Hamas. Le manifestazioni per la Palestina hanno perso strutturalmente vigore ma riescono comunque a portare in piazza diverse centinaia di persone, che si sono rese protagoniste anche oggi di un momento di tensione contro i giornalisti che, da quando sono iniziati i cortei li seguono e li racconto. La settimana scorsa la collega Giulia Sorrentino è stata aggredita dai pro Hannoun e in queste settimane le attenzioni "pericolose" nei suoi confronti sono in aumento.

La manifestazione di Milano ha trovato ancora una volta la sua fine in piazza della Scala, salotto buono della città, tra manifesti, cartelli e striscioni che inneggiavano al presidente dell'associazione dei palestinesi. "Siamo fieri di te", hanno urlato al megafono in più di un'occasione gli organizzatori della manifestazione tra gli applausi dei presenti. In un secondo momento, verso la fine della manifestazione, è partito l'annuncio: "Fatevi furbi con i giornalisti pennivendoli che si infilano nel corteo". Il riferimento non può che essere alla collega Sorrentino, che una settimana fa è stata malamente cacciata dal corteo pro Pal e insultata dai presenti, solo per aver fatto il proprio lavoro nel raccontare la vicenda di Hannoun quando ancora nessuno ne parlava. "Questa faccia di merda qui non ci deve stare", le hanno detto parlando al microfono.

È un attacco mirato contro la giornalista di questo quotidiano, che è finita anche nel mirino del (Nuovo) Partito Comunista Italiano, che nell'ultimo aggiornamento della sua lista di proscrizione l'ha inserita nell'elenco dei "sionisti presenti nel sistema mass-mediatico e culturale italiano (dirigenti, giornalisti, intellettuali) particolarmente attivi nel sostegno alle iniziative dello Stato sionista d’Israele o suoi promotori in Italia".

È una lista particolarmente lunga, che include giornalisti di quotidiani molto diversi tra loro e che preoccupa per le modalità, che sono quelle ben note e adottate nei periodi più dell'Italia, quando le Brigate Rosse stilavano le liste dei traditori e degli infedeli, esponendoli e rendendoli così bersaglio. È una deriva intimidatoria che va fermata soprattutto a tutela della stampa libera.

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