Cresce l’export, le imprese pensano positivo

Rallentamento in frenata per le imprese lombarde in questo secondo trimestre 2009. Il segno negativo caratterizza ancora la maggior parte degli indicatori economici, ma in misura meno incisiva rispetto al trimestre precedente e lasciando spazio a valori positivi per alcune voci. Insomma, la caduta non è più a precipizio e si può sperare che questo preluda a una effettiva ripresa per l'inizio del prossimo anno. A tracciare il quadro della situazione odierna e delle aspettative degli imprenditori lombardi è l'indagine congiunturale per il secondo trimestre di quest'anno realizzata da Unioncamere e Confindustria Lombardia, insieme alla Regione.
I dati parlano per industria e artigianato di variazioni congiunturali, rispettivamente, del -3 e del -3,4% in termini di produzione, mentre il fatturato scende del 5,4 e del 6,2 per cento. Ciò che invece ha già segnato un'inversione di tendenza e che getta un po' di luce, ancorché debole, su un contesto complessivamente negativo, è il dato relativo agli ordini esteri, cresciuti dell'1,6% per l'industria e del 3,3% per l'artigianato. «Il valore degli ordini esteri - ha detto Marco Campanari, vicepresidente di Confindustria Lombardia - ci fa essere moderatamente ottimisti, perché indica che ci siamo smarcati dalla dipendenza dal mercato tedesco e abbiamo saputo individuare nuovi sbocchi per i nostri prodotti».
A due cifre, invece, le perdite sulle variazioni tendenziali rispetto al secondo trimestre dell'anno scorso, con una produzione industriale che perde 11 punti e quella artigianale 11,9 mentre il fatturato scende, rispettivamente, del 18,4 e del 20,1%. Cifre che denunciano una difficoltà diffusa e trasversale tra i diversi settori produttivi. Il risultato migliore è quello dell'alimentare, con una perdita dello 0,3%, mentre la maggior riduzione riguarda la siderurgia (-14,5%). Nell'artigianato la forbice va dal -15,6% della siderurgia al -5,4% dell'alimentare. E nemmeno un'analisi per classe dimensionale registra differenze significative: le medie imprese industriali registrano il risultato più negativo (-12,4%), mentre nell'artigianato, ad andare peggio sono le micro, che perdono 12,8 punti.
Variazioni tendenziali così negative hanno avuto ripercussioni sul mercato del lavoro. Sia sotto forma di incremento della Cassa integrazione guadagni che come diminuzione dell'occupazione, risultata in flessione nel secondo trimestre dell'anno tanto per l'industria che per l'artigianato, con un saldo tra ingressi e uscite rispettivamente del -0,7 e del -11,3%. Cala però dal -33 al -22% la percentuale dei pessimisti per quel che riguarda la produzione. E l’assessore all’Artigianato Domenico Zambetti conferma gli aiuti della Regione «sia per snellire la burocrazia sia per agevolare l'accesso al credito. Il nostro obiettivo è dare completa assistenza alle imprese lombarde».

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