Crisi, l'allarme dei dentisti: «Troppi costi e meno pazienti»

Il presidente dell’istituto Stomatologico: «Tagliate le cure soprattutto per i bimbi»

Crisi, l'allarme dei dentisti: «Troppi costi e meno pazienti»

In Lombardia i pazienti dei dentisti sono oltre 8 milioni e mezzo, per una presenza di 8.106 odontoiatri su 8.696 studi dentistici, con una produzione di reddito di poco meno di 1 miliardo e mezzo di euro. Il personale non medico impiegato in queste realtà può essere stimato in circa 15.000 unità. Ma quella che era una professione considerata sicura e remunerativa è entrata in crisi.

«Siamo sottoposti a controlli burocratici e balzelli previsti dalla normativa regionale lombarda - spiega Luigi Paglia dell'Istituto Stomatologico Italiano di Milano - che stanno diventando insopportabili per i costi che generano e che non possiamo scaricare ogni volta sui pazienti. L'ultimo accordo Stato-Regioni ci ha scaricato una serie di adempimenti nel campo della formazione e della sicurezza che devono essere rivisti alla luce della crisi e delle semplificazione così come sta avvenendo in altri Paesi dell'Unione Europea. Inoltre la piaga dell'abusivismo è riesplosa con prepotenza e, complice la ridotta capacità di spesa dei lombardi, rischia di diventare il colpo di grazia a chi il dentista lo fa con professionalità e onestà e comportando rischi per il paziente».

Paglia punta il dito contro la stretta burocratica e i costi altissimi che essa comporta. Sono, tra gli altri, i corsi di formazione permanente sulla sicurezza ad alimentare insoddisfazione. «Chiedere un numero elevatissimo di ore di aggiornamento a titolari e dipendenti - prosegue Paglia - pesa in questo momento enormemente sull'attività dello studio dentistico e spessissimo si tratta di corsi con contenuti relativi alla sicurezza nei cantieri, del tutto inutili. Anche i numerosi controlli periodici a cui siamo sottoposti finiscono per interrompere il lavoro spesso senza dare nessun reale vantaggio ai nostri pazienti e alla nostra attività».

Anche la fiscalità ha riservato brutte sorprese ai dentisti lombardi e non solo. Nel luglio scorso sono stati riformulati gli studi di settore col risultato di far scomparire i correttivi congiunturali individuali. Ciò ha ottenuto come risultato di dover dichiarare utili ben maggiori rispetto all'anno precedente per ottenere la cosiddetta congruità, in contrasto con quella che pare essere la realtà dell'odontoiatria come spiega Luigi Paglia con durezza: «Un mercato sempre più povero, gli ingigantiti costi della burocrazia, un fisco sempre più invadente».

A questo si aggiunge l'allarme lanciato dal Collegio Nazionale dei Docenti di Odontoiatria sulla drastica riduzione dei bambini che si rivolgono al dentista, complice la crisi che obbliga le famiglie a ridurre le cure per i propri figli. «Dirigendo il dipartimento di odontoiatria materno-infantile dell'Istituto Stomatologico Italiano - conclude Paglia - rilancio con l'idea delle cure preventive che hanno costi molto ridotti e così facendo si possono evitare le conseguenze e i costi sempre più elevati che ricadranno nel futuro sul Servizio Sanitario Nazionale. Su questo è importante che Regione Lombardia promuova campagne di sensibilizzazione magari impostandole attraverso la valutazione del rischio individuale di ammalarsi delle patologie odontoioiatriche»

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