Denunciato il «corvo» della questura

Perquisito l'ufficio di un sovrintendente: sarebbe l'autore delle lettere anonime contro i vertici della Squadra mobile

Denunciato il «corvo» della questura

Sarebbe stato individuato il «corvo» che l'anno scorso inondò la questura di lettere anonime contro i dirigenti. Si tratta di un sovrintendente capo, in servizio alla Mobile e poi trasferito in altra sede, a cui nei giorni scorsi la Digos ha perquisito la scrivania e consegnato una denuncia per calunnia e diffamazione. Nelle sue denunce infatti si faceva esplicito riferimento a funzionari incapaci e raccomandati, a promozioni e allontanamenti determinati solo da simpatie e antipatie, per tacere del solito «gossip» su tresche amorose, vere o presunte.
Da parecchio tempo sulla Squadra Mobile soffiano venti di disagio, causati da avvicendamenti al suo interno che hanno provocato inevitabile scontento. E, come sempre in questi casi, le presunte vittime di trame oscure, di ingiustizie hanno provato a reagire con metodi non sempre leciti. L'anno scorso si toccò il punto più basso con alcuni episodi che scossero quella che è una delle strutture investigative più celebrata d'Italia. A settembre cominciarono infatti a circolare volantini anonimi con accuse precise ai nuovi responsabili delle diverse sezioni, in particolare le giovani funzionarie, definite le «barbie» della Mobile. Non se la cavarono meglio i colleghi maschi, definiti «barbie con i pantaloni». Nei giorni successivi altri scritti anonimi vennero lasciati in giro per la questura con accuse sempre più pesanti, condite dai soliti immancabili pettegolezzi su storie private.
Non fosse bastato il «corvo», a ottobre arrivò un comunicato del Siulp, uno dei sindacati di polizia maggiormente rappresentativi, per denunciare «il grave stato di malessere all'interno della Mobile... In questi anni si sono creati ingiustificabili attriti all'interno del gruppo investigatore, producendo un insanabile scollamento tra dirigenza e la gran parte degli operatori...Cartina di tornasole di tale clima sono inevitabilmente i documenti anonimi...scritti ignobili e vili, di fatto, hanno trovato terreno fertile proprio grazie alla gestione del Dirigente, sordo alle richieste che vengono dalla base dei poliziotti della Squadra». E in questo clima surriscaldato alla vigilia di Natale un ispettore si sparò un colpo in testa. L'uomo sarebbe stato uno degli estensori delle note di servizio che avrebbero provocato il trasferimento di alcuni investigatori. Anche se ovviamente rimane da provare un collegamento diretto tra questo intervento nei confronti dei colleghi e il suo crollo psicologico. L'altra settimana la svolta, quando le indagini avrebbero permesso di individuare il famoso «corvo». Si tratta di un sovrintendente capo, il vecchio brigadiere per capirci, a lungo in servizio alla Mobile, come era facile intuire visto l'oggetto delle sue informazioni, trasferito recentemente a un'altra sede. Nei giorni scorsi funzionari delle Digos l'hanno raggiunto nel suo nuovo ufficio, gli hanno perquisito scrivania e armadietti e gli hanno notificato una denuncia per calunnia e diffamazione. Il provvedimento necessariamente è destinato a sollevare nuove polemiche.

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