Fiera, pioggia di licenziamenti E doni di Natale «sequestrati»

Dopo l'inchiesta sulle presunte infiltrazioni mafiose la società per punizione gira i regali ai terremotati

Cristina Bassi

I vertici di Fiera Milano hanno deciso nove provvedimenti disciplinari interni, di cui quattro licenziamenti e cinque sospensioni cautelari, dopo la bufera che ha investito il gruppo con l'inchiesta della Dda sulle presunte infiltrazioni mafiose negli appalti. Le sanzioni hanno colpito manager e dipendenti di Fiera spa e della controllata Nolostand coinvolti nell'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dai pm Paolo Storari e Sara Ombra. Nel mirino era finita la società Dominus scarl, che ha curato l'allestimento di stand per la fiera e per alcuni padiglioni di Expo.

Tra i licenziati ci sono Flaminio Oggioni ed Enrico Mantica, ex manager di Nolostand, e Michele Picozzi e Pietro Ravizzini, responsabili allestimenti e approvvigionamenti di Fiera. Nell'udienza di ieri davanti alla Sezione misure di prevenzione del Tribunale è stata ascoltata la relazione dell'amministratore giudiziario Pietro Capitini. Nolostand e Fiera Milano infatti sono state commissariate. I due procedimenti sono stati riunificati. L'audizione si è tenuta a porte chiuse, come previsto per legge, anche se la società che è quotata in Borsa avrebbe potuto consentire la presenza dei giornalisti. Stando a quanto è trapelato, Capitini ha spiegato che dopo gli arresti dello scorso luglio (7 persone finite in carcere e quattro ai domiciliari per associazione per delinquere finalizzata, per alcuni indagati, a favorire Cosa nostra) e il conseguente commissariamento di Nolostand c'è stata una «sottovalutazione del problema» da parte dei vertici. Dall'11 ottobre però, giorno del commissariamento anche della società controllante, si sono verificati una progressiva «presa di coscienza» e un «ravvedimento operoso». Presente la difesa, rappresentata dagli avvocati Angelo ed Enrico Giarda, il pm Storari ha chiesto al commissario chiarimenti sull'aumento, considerato «anomalo», dei costi di alcuni appalti. Capitini ha confermato che certi casi andrebbero approfonditi. Lo stesso riguardo a consulenze affidate senza gare: resta il fatto che una società di diritto privato può utilizzare tale prassi. Fiera ha adottato alcune contromisure. La nomina di un «security manager», il cui inserimento è affidato a PricewaterhouseCoopers, che dovrà vigilare sui rapporti con i fornitori e sugli appalti. Stabilite inoltre nuove procedure in caso di denunce anonime simili a quella sulle infiltrazioni arrivata prima degli arresti. A Deloitte è stato affidato l'incarico di accertare l'idoneità di una quarantina di fornitori: ad alcuni è stato revocato il contratto per criticità. È stato deciso infine che i regali di Natale di quest'anno a manager e dipendenti saranno devoluti alle popolazioni colpite dal terremoto in Centro Italia.

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