Fondazione Fiera Milano, patrimonio e utile in crescita

Approvato il bilancio 2020: nell'anno della pandemia patrimonio netto a 722,73 milioni di euro (+6,87%), utile a 46,592 milioni rispetto ai 12,458 del 2019. Enrico Pazzali: "Ci confronteremo con uno scenario inedito, che imporrà maggiore competitività e capacità di innovazione. Ora serve più coraggio e voglia di accelerare per cogliere le sfide imposte dalla crisi globale"

Fondazione Fiera Milano, patrimonio e utile in crescita

Patrimonio in crescita per Fondazione Fiera Milano come emerge dal bilancio d’esercizio chiuso il 31 dicembre 2020 e dal bilancio consolidato che presenta un utile di 46,592 milioni di euro e una forte crescita del patrimonio netto a 722,730 milioni, approvato dal Consiglio generale della Fondazione presieduto da Enrico Pazzali. Risulati che segnano il secondo anno di mandato dei nuovi amministratori, in carica per il triennio 2019-2021.

Una crescita del 6,87% rispetto ai 676,270 milioni di euro del 2019, registrata anche “grazie all’opportunità concessa dal Governo (attraverso l’art. 110 del DL 104/20) alle aziende per compensare gli effetti della pandemia attraverso il riallineamento dei valori civili e fiscali dei beni d’impresa”. Risultato positivo, che ha migliorato anche la struttura finanziaria della Fondazione nonostante lo stanziamento di un fondo per gestire gli oneri per la ripartenza del settore fieristico dopo la pandemia. In base a quanto previsto dallo statuto, il risultato verrà interamente destinato a investimenti a sostegno del territorio secondo la mission della Fondazione.

“Il 2020 ha assunto un’importanza storica straordinaria per il sistema fieristico milanese e per il nostro Paese - si sottolinea in una nota - per due fattori concomitanti: da un lato, il manifestarsi della pandemia globale da Covid-19, un evento raro e d’eccezionale imprevedibilità, che ha avuto un impatto drammatico e di tipo sistemico sulle economie internazionali e dei singoli Paesi; dall’altro, in positivo, la ricorrenza del Centenario della prima Fiera di Milano (1920-2020)”.

Eventi che hanno segnato un cambiamento radicale negli obiettivi da perseguire con il Piano Industriale, caratterizzati da una gestione di “crisi” prima sanitaria e poi economico-sociale. In linea con le previsioni statutarie, Fondazione Fiera Milano ha così assunto un ruolo prevalentemente di sostegno nei confronti del territorio e della collettività per gestire l’emergenza sanitaria in uno delle aree del Paese più colpiti contribuendo alla sua messa in la sicurezza.

L’implementazione del piano triennale si è inserita in un contesto economico mondiale profondamente mutato dalla pandemia da COVID-19 che richiederà ai protagonisti di questo mercato una maggiore competitività e capacità di innovazione nel settore fieristico-congressuale. Ma nonostante le criticità causate dalla situazione globale, si è confermata la forte struttura economico-patrimoniale della Fondazione.

“La solidità patrimoniale di Fondazione Fiera Milano ci ha permesso di adattarci con agilità ai cambiamenti e anticipare il futuro con la consapevolezza che, a livello globale, la pandemia ha determinato nuovi assetti geo-economici e una nuova definizione delle filiere di offerta – commenta il presidente Enrico Pazzali –. A tendere, ci confronteremo con uno scenario inedito, che imporrà ai player del settore maggiore competitività e capacità di innovazione”.
La crisi innescata dalla pandemia ha infatti riproposto con durezza la necessità e l’urgenza di azioni coraggiose e di sistema per garantire la reattività e la resilienza del sistema industriale italiano nel nuovo scenario competitivo.

“Serve ora maggiore coraggio e voglia di accelerare – concude Pazzali, – ma soprattutto, serve un radicale cambio di mentalità dinanzi a una crisi non ciclica ma bensì strutturale. La trasformazione e il cambiamento sono una scelta necessaria per far fronte ai nuovi paradigmi del nostro business, abilitati da nuove infrastrutture digitali e fisiche. In questa direzione, si conferma il ruolo strategico della Fondazione quale soggetto propositivo, capace di rapportarsi con i propri stakeholder per cogliere le sfide imposte dalla crisi globale e di riposizionare la filiera fieristico-congressuale nel contesto nazionale ed internazionale, con un occhio a sostegno della collettività”.

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