Il Gange fra inquinamento e cambiamenti climatici in una mostra alle Stelline

Dal 6 febbraio al 22 marzo 24 fotografie e 2 wallpaper realizzati Giulio Di Sturco, sintesi di un lavoro decennale dedicato al grande fiume sacro dell'india e del rapporto irrislto tra uomo e ambiente. Laboratori didattici per bambini ”Come stai, Fiume?” ispirati al tema della mostra

Prende il via alla Fondazione Stelline la stagione delle grandei mostre di fotografia 2020 con Ganga Ma, rassegna di Giulio Di Sturco a cura di Eimear Martin aperta dal 6 febbraio al 22 marzo. Ganga Ma (ovvero Madre Gange) è il frutto di una ricerca fotografica decennale sul grande fiume che documenta gli effetti devastanti dell’inquinamento, della industrializzazione e dei cambiamenti climatici.

Il progetto segue il fiume per oltre 2.500 miglia, dalla sua sorgente nel ghiacciaio del Gangotri, situato nella catena dell’Himalaya, fino alla foce nel Golfo del Bengala, in Bangladesh. Il risultato è una riflessione filosofica per immagini che presagisce un futuro non troppo lontano, consentendoci di percepire l’incombenza di un mondo tossico e post-apocalittico.

“Il Gange è trattato come un vero e proprio personaggio, una “entità vivente”, offrendoci un ritratto ravvicinato poetico e inquietante del Gange, che ci obbliga a riflettere sul grave impatto del cambiamento climatico e sulle devastanti conseguenze della produzione agricola intensiva, dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione lungo le sue rive”, spiega la curatrice Eimear Martin,

“La cultura alla sostenibilità è uno dei valori identitari della Fondazione Stelline - sottolinea sottolinea il presidente PierCarla Delpiano -. Ci fa quindi particolarmente piacere che la prima mostra del 2020 in Fondazione sia proprio Ganga Ma, un percorso espositivo in cui il rapporto tra uomo e ambiente è catturato dallo sguardo di Giulio Di Sturco nei suoi aspetti più contradditori, amplificati ulteriormente dal fatto che protagonista è proprio un fiume come il Gange, considerato un simbolo sacro in tutto il mondo”.

In mostra si possono ammirare una selezione di 24 fotografie e 2 wallpaper che spaziano fra il distacco della fotografia documentaria e una risposta quasi pittorica alle condizioni ecologiche e atmosferiche del Gange. Il linguaggio poetico e sempre misurato segue una “estetica dell'inquinamento" con cui il fotografo muove la sua lente sul disastro ecologico che affligge il fiume più sacro e venerato dell’India.

Ganga Ma è iniziato come progetto documentario a lungo termine, concepito come testimonianza dello svolgimento di un disastro ecologico in corso. Tuttavia, nel processo creativo Giulio Di Sturco ha modellato un vero e proprio linguaggio visivo, capace di mostrarsi sensibile ai cambiamenti già avvenuti sul Gange e di indagare il paesaggio in cerca di segni di ciò che ci aspetta.
Il Gange è un esempio emblematico della contraddizione irrisolta tra uomo e ambiente, poiché è un fiume intimamente connesso con ogni aspetto – fisico e spirituale – della vita indiana e costituisce una fonte di sussistenza per milioni di persone che vivono lungo le sue rive, fornendo cibo a oltre un terzo della popolazione indiana. Il suo ecosistema include una vasta eterogeneità di specie animali e vegetali, che stanno però scomparendo a causa dei rifiuti tossici smaltiti ogni giorno nelle sue acque. È chiaro che il fiume sia sull’orlo di una crisi umanitaria e di un disastro ecologico.

Laboratori didattici

Per sensibilizzare anche i più piccoli a un tema così importante, la Fondazione Stelline organizza i laboratori per bambiniCome stai, Fiume?”, ispirati al tema della mostra, a cura della sezione didattica Play Art. La domenica (1 e 22 marzo) e il sabato (7 e 14 marzo,) dalle ore 16.30, i bambini dai 5 ai 10 anni, accompagnati da un adulto, sono invitati a svolgere un'attività artistica che rifletta sull'inquinamento e sui cambiamenti climatici che stanno modificando il nostro pianeta. L’attività è gratuita (da pagare a parte il costo del biglietto della mostra. È previsto anche un biglietto speciale famiglia: 10 euro adulto+bambino 6-18 anni; ingresso gratuito per bambini fino ai 6 anni); si consiglia prenotazione a playart@stelline.it

La mostra è accompagnata dalla omonima monografia (Gost Books, 2019), che include anche un saggio introduttivo di Vandana Shiva, scrittrice e ambientalista indiana, e un testo della curatrice Eimear Martin.

GIULIO DI STURCO. GANGA MA
Orario: martedì – domenica, 10.00-20.00 (chiuso il lunedì)
Ingresso a pagamento: 8 euro intero; 6 euro ridotto
(ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Fondazione Stelline, corso Magenta 61, Milano
Info: fondazione@stelline.it | www.stelline.it

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