Getta dell'acido alla vicina: «Non sopportavo i suoi cani»

L'arrestato, un pregiudicato di 65 anni, ha detto di essere «orgoglioso» del suo gesto. La donna ha lesioni alla cornea

Paola Fucilieri

Da ieri mattina si trova a san Vittore e rischia fino a tre anni di reclusione per l'accusa di lesioni personali gravissime aggravate dai futili motivi e dalla crudeltà e per maltrattamenti di animali. Non poteva finire diversamente per Vittorio Colella, 65 anni, originario di Lapio (Avellino), precedenti per sequestro di persona, rapina e spaccio tutti risalenti agli anni Ottanta, da tempo disoccupato, divorziato, in cura in un Centro psico sociale e con una pensione d'invalidità, come ha voluto precisare lui stesso in sede processuale, di 290 euro mensili. Ieri mattina il giudice della sezione «direttissime» Roberto Crepaldi, decidendo per la custodia cautelare in carcere dell'uomo, ha stabilito infatti che «(...) l'indagato ha dimostrato con la sua azione un'indole particolarmente incline a utilizzare la violenza quale mezzo di risoluzione di problematiche apparentemente futili, confermando l'assoluta inacapacità autocustodiale».

Del resto Colella ci ha messo del suo per finire (e restare) in cella. Nell'immediatezza del reato commesso venerdì intorno alle 17, ci ha tenuto infatti a precisare davanti ai carabinieri di Buccinasco che sono andati a prelevarlo a casa sua, in via Pablo Picasso 3, di essere «orgoglioso» di quel che aveva appena fatto. Ovvero ustionare la vicina 79enne, Grazia R., lanciandole in faccia dell'acido muriatico e colpendo, volutamente, anche i suoi due cani (di cui detestava il rumore) al culmine di una delle tante liti condominiali che opponevano i due e avevano spinto l'uomo a presentare anche degli esposti contro l'anziana. Dopo l'aggressione Colella è tornato a casa sua, nell'appartamento sotto quello di Grazia R., ha riposto la bottiglia di acido sotto il lavandino (dov'è stata ritrovata) e, incurante delle tracce di acido lasciate in giro, se n'è rimasto tranquillo in casa, fino all'arrivo dei militari, avvertiti dalla vicina. Quindi, dopo aver esposto le ragioni del suo gesto, ha seguito i carabinieri in caserma, dov'è stato trattenuto sino al giudizio per direttissima di ieri mattina.

«Nonostante glielo avessi fatto notare più volte quella donna continuava a sbattere tappeti e tappetini dal davanzale inondando di peli di cane il mio balcone, visto che vivo proprio sotto di lei. Ero stanco di questo suo atteggiamento e di tutta la confusione che facevano i suoi cani - ha spiegato l'arrestato ai militari -. Così sono salito a casa sua e quando mi ha aperto l'uscio le ho vuotato addosso l'acido», lasciando intendere che una possibile reiterazione del reato, nel caso fosse rimasto a piede libero, non sarebbe stata poi un'ipotesi tanto remota.

Alla donna, portata d'urgenza al San Paolo dov'era ancora ricoverata ieri mattina, è stata diagnosticata una «cheratite puntuta diffusa» alla cornea dell'occhio sinistro, con prognosi di almeno dieci giorni: per i medici è un vero e proprio miracolo che la poveretta non abbia perso la vista dall'occhio colpito. I suoi cani invece stanno bene e per ora sono stati affidati ai suoi familiari.

«Ora quella donna non vorrà più saperne di vivere qui: quando il suo aggressore tornerà si può aspettare delle ritorsioni» assicurano preoccupati i vicini.

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