Da via Gola fino a Corvetto «Ecco dove serve l'esercito»

Il Comune chiede soldati anche in via Imbonati Scorta ad Amsa per ripulire il parco dei pusher

Chiara Campo

Sulla mappa del rischio del Comune non c'è solo via Padova. L'omicidio di sabato sera in piazzale Loreto e lo spaccio che ruota intorno alla zona hanno alzato il livello di attenzione sul quartiere che l'ex sindaco Pisapia citava in maniera virtuosa il più multietnico della città. Ma tra le zone rosse c'è (ad esempio) via Gola, bollata da anni come il Bronx di Milano, in mano a spacciatori e abusivi anche se è a qualche centinaio di metri dalla movida dei Navigli. Ci sono i quartieri popolari di San Siro e Corvetto, via Imbonati. «Queste - ha ammesso l'assessore comunale alla Sicurezza Carmela Rozza dopo il Comitato per l'ordine e la sicurezza riunito ieri alle 9 dal prefetto Alessandro Marangoni - sono le macro-aree più importanti, dove dovremo immaginare una presenza fissa di militari». Su numeri e zone vige la massima cautela. Dopo la richiesta del sindaco Beppe Sala di avere una quota dei militari impiegato nei controlli straordinari per il Giubileo a Roma, e il primo via libera dal ministro alla Difesa Roberta Pinotti, anche il prefetto ha preferito rinviare ogni dettaglio sulla distribuzione delle (possibili) nuove risorse a sabato, dopo l'incontro che avrà a Palazzo Marino con Sala e il ministro dell'Interno Angelino Alfano. E se via Padova ora è sotto i riflettori, l'assessore Rozza indica già le altre polveriere pronte ad esplodere. In via Gola ad esempio «già oggi ci sono frequenti passaggi delle forze di polizia, ma non bastano, la situazione è tale che serve un presidio fisso». Come non si illude che la maxi-operazione scattata due giorni fa al «parchetto dello spaccio» a Rogoredo abbia già debellato il fenomeno. Ieri funzionari dell'Amsa e comunali si sono recati sul posto, scortati dalla polizia locale, per mettere a punto il cronoprogramma degli interventi. «Vogliamo arrivare al completo disboscamento» riferisce la Rozza. Per tutelare gli operatori durante il lavoro, l'area sarà delimitata e presidiata dagli agenti. Sala ha chiarito ieri che l'incontro sabato con Alfano verterà su due temi, militari e accoglienza profughi. Sul secondo punto «voglio spiegare cosa stiamo facendo e di cosa abbiamo bisogno, ribadisco che serve un piano nazionale». Anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha condiviso ieri la richiesta di Sala sui militari: «É una cosa ragionevole e giusta, quando eravamo al governo avevamo introdotto il poliziotto di quartiere e detto che era bene impiegare i militari in periferia».

Il prefetto ricorda che a Milano è già destinata oggi un'aliquota nazionale di 650 soldati, la maggior parte (tra 350 e 400) impiegati nel presidio fisso di obiettivi sensibili, gli altri nelle pattuglie miste con polizia e Cc su luoghi della movida e controlli anti-terrorismo. «Io ritengo ci siano le condizioni per aumentare questa aliquota, se arriveranno li useremo sia in centro che in periferia». L'assessore regionale Viviana Beccalossi chiede a ministro, prefetto e sindaco di «non ragionare solo sulle periferie milanesi ma anche in termini di Città metropolitana, non vanno ignorate Sesto san Giovanni, Corsico, Buccinasco». E i coordinatori di Fi Mariastella Gelmini e Fabio Altitonante organizzano sabato alle 16 in via Padova un presidio: «Milano torni una città sicura».

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