Il grido di artigiani e commercio. "Milano ora torni alla normalità"

Un gruppo di 68 ristoratori: noi aperti, donazione a volontari. Sala rilancia il video "Milano non si ferma". Fi: "Sgravi fiscali"

Il grido di artigiani e commercio. "Milano ora torni alla normalità"

Reagire alla paura del Coronavirus e tornare alla normalità. É il senso del video-spot commissionato da un centinaio di brand della ristorazione che ieri ha fatto il giro del web ed è stato rilanciato anche dal sindaco Beppe Sala e dal leader della Lega Matteo Salvini. «Milano non si ferma» è lo slogan. Gli imprenditori associati sotto il nome «Unione del brand della ristorazione italiana», che rappresenta circa mille attività e 10mila lavoratori (tra gli altri, Antica Focacceria San Francesco, Briscola, Caffè Napoli, Ghe Sem, Jazz Cafè, Spontini) accantonano la concorrenza, fanno quadrato e promettono anche una donazione importante alle forze volontarie in campo. Si sono riuniti nei giorni scorsi per dare «un segnale di presenza e supporto alla città e alle istituzioni». Parlano per tutti Antonio Civita (ad della catena «Panino Giusto»), Nanni Arbellini («Pizzium») e Vincenzo Ferrari («Cioccolatitaliani») per ribadire la decisione di tenere aperto, come hanno fatto nei giorni in cui gli affari sono crollati almeno 40%: «Aderiamo all'invito di Sala che richiama al buon senso e a scongiurare atteggiamenti che possono generare allarme, come l'immagine di una città spenta in tutti i sensi senza che ce ne sia l'effettiva necessità. Devolveremo un supporto ai volontari in campo e ribadiamo che Milano è una città viva e che reagisce».

La disponibilità di un comparto in crisi - ristoranti, bar, locali, hotel - va a propria volta supportata dal Comune. Lo ha ribadito il capogruppo di Forza Italia, Fabrizio De Pasquale, chiedendo al sindaco di mettere in atto tre misure: «Sospensione per il 2020 della tassa di soggiorno, riduzione del 50% della Cosap per eventi ed esercizi commerciali e dilazione del pagamento della tassa rifiuti a novembre per esercizi e hotel». Un appello «per un rapido ritorno alla normalità» parte anche dal segretario regionale dell'Unione Artigiani, Marco Accornero. L'allarme «caratterizzato più da misure prudenziali che da vera e propria emergenza sanitaria si sta affievolendo, facendo prevalere la realtà di una situazione sotto controllo. A parte la limitata zona rossa, nel resto della regione è auspicabile un sereno ripristino della consueta vita civile e produttiva già dalla prossima settimana». Milano e la Lombardia sottolinea Accornero «hanno subito in pochi giorni danni di impatto gravissimo sull'economia e sulla reputazione internazionale, con possibili gravi ripercussioni nei mesi a venire. Occorre rimontare in sella presto e bene per rimettere in moto un territorio che produce oltre un quinto del Pil italiano, in cui lavorano un quarto degli addetti del manifatturiero nazionale, e che oggi rischia di impiegare mesi per recuperare lo svantaggio accumulato nei confronti della concorrenza globale».

E il sindaco ha incontrato ieri il presidente di Federlaberghi Milano Maurizio Naro. Gli ha riferito che «l'occupazione negli hotel è crollata dall'85% al 10, vuol dire 25mila camere e 3 milioni di euro al giorno in meno. Contiamo sull'impegno preso da Sala a fare ogni sforzo per sostenere il settore e tra queste c'è anche il contrasto all'illegalità negli affitti brevi».