«I soldi del Pirellino anche sul Marchiondi»

Il sindaco: avevo scommesso su 121 milioni, sono 54 in più. Recuperare l'ex istituto

Il sindaco ammette che aveva scommesso di arrivare «a 121 milioni», era in giunta con gli assessori venerdì mentre nella sala formazione di via Larga si stava svolgendo l'asta all'incanto per il «Pirellino», con rilanci milionari. E il grattacielo comunale di via Pirelli 39 è stato aggiudicato alla fine alla società Coima di Manfredi Catella per 175 milioni di euro, il doppio della base d'asta. «Ho avuto un primo minuto di shock - ha ammesso ieri Beppe Sala durante il suo intervento a Rogoredo -. Nel 2013 l'immobile era stato messo all'asta per 78 milioni e andò deserta, ora» aggiungendo gli oltre 18,6 milioni ricavati dal secondo lotto per il parcheggio di piazza Einaudi «abbiamo incassato 193 milioni. Sono risorse inaspettate, non mi aspettavo un risultato del genere. Metà le investiremo sul piano quartieri e c'è da capire bene dove focalizzarle. Un sogno? Il recupero di alcuni luoghi simboli come il Marchiondi», l'ex istituto di via Noale, in zona Baggio, diventato un monumento al degrado. Il vecchio palazzo di stile brutalista è coperto da vincolo monumentale, già il presidente del Municipio 7 Marco Bestetti (Forza Italia) aveva lanciato un appello per togliere la tutela e il sindaco è sulla stessa linea. «Ne ho ragionato giorni fa con il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli - riferisce Sala -. Se il Marchiondi è abbandonato dal 1985 dei motivi ci sono, se non si può toccare nulla sono pessimista, se ci fosse un pò più di flessibilità dalla sovrintendenza magari potremmo restituire quello spazio al quartiere». Bonisoli ha già fatto sapere che farà un sopralluogo e «potrebbe avere dei residui nei supi fondi. Se il ministro fa un passo, noi ci siamo».

L'altra metà dei fondi del «Pirellino» serviranno a fondare la «cittadella degli uffici», la destinazione prescelta dovrebbe essere zona Cenisio. «Dobbiamo dire ai milanesi che gli uffici sono soprattutto in un'area e non vogliamo metterci in centro perchè quando si spostano migliaia di dipendenti si fa a riqualificare una zona della città - spiega Sala -. Continueremo a vendere i nostri palazzi pregiati in centro e chiederemo ai nostri collaboratori di mettersi in un'area magari meno pregiata ma ben servita dai mezzi».

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