"Io maestro e assessore chiedo ai genitori di non avere paura"

L'esponente del Comune: "Stiamo all'aperto e non trattiamo le scuole come ospedali"

«Alle 8.30 in punto accoglierò i miei nuovi bambini della quarta B. Con il movimento Tu da che parte stai stiamo chiedendo a tutta la città di riservare un applauso ai bimbi e ai ragazzi che incontrano per strada con lo zaino, se lo meritano, con la chiusura della scuola a febbraio sono quelli che hanno sofferto di più». L'assessore all'Edilizia scolastica del Comune Paolo Limonta è anche maestro elementare e prova a raccontare l'avvio di uno «strano anno scolastico» dai due punti di vista. É preoccupato che «i genitori pensino che la scuola non sia un luogo sicuro e siano preoccupati per i loro figli. A loro tengo a dire che siamo prontissimi». Dubbi invece sugli organici, «mi auguro ci siano dall'inizio insegnanti e supplenti». Alla ministra Azzolina «un buono meno».

Paolo Limonta, assessore all'Edilizia scolastica del Comune ma anche maestro elementare presso l'istituto comprensivo «Casa del Sole» al parco Trotter. Dove sarà questa mattina?

«Alle 8.30 in punto accoglierò i miei nuovi bambini della quarta B. Con il movimento Tu da che parte stai stiamo chiedendo a tutta la città di riservare un applauso ai bimbi e ai ragazzi che incontrano per strada con lo zaino, se lo meritano, con la chiusura della scuola a febbraio sono quelli che hanno sofferto di più».

Sarà un anno scolastico anomalo, da maestro cosa la preoccupa di più?

«Che i genitori pensino che la scuola non sia un luogo sicuro e siano preoccupati per i loro figli. A loro tengo a dire che siamo prontissimi a ricevere i bambini e i ragazzi di Milano e anche quest'anno, pure nella sua stranezza, sarà bello e importante per la loro crescita».

E da assessore?

«Abbiamo lavorato contro il tempo ma ci sono una serie di scuole dove dobbiamo fare delle opere manutenzione straordinaria, ad esempio i lavori sui tetti di vari istituti programmati da metà ottobre, e la mia preoccupazione più grande è che ci siano situazioni di emergenza che ci costringano a spostare i bambini un mese dopo l'inizio, perchè gli spazi nella loro scuola sono insufficienti. Speriamo di no, teniamo monitorate tutte le strutture».

Venerdì scorso avete iniziato a montare in via Pizzigoni la prima di 50 classi-container, quando sarà inaugurata?

«Domani (oggi, ndr.) verrà completata l'installazione e giovedì entreranno i primi bimbi. Le strutture provvisorie ospiteranno in primis quelle classi dove abbiamo in programma lavori di ristrutturazione, poi le sposteremo a seconda delle esigenze».

Che voto darebbe al ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina?

«Preferisco dare un giudizio, buono meno. Da maestro so cosa vuol dire affrontare i nodi della scuola e Azzolina, come tutto il governo, si è trovata davanti una situazione spaventosa. Credo che le istituzioni locali abbiano fatto tanto, ministero e governo avrebbero potuto fare di più, ma non posso dire se altri al suo posto avrebbero fatto meglio».

Quali sono i dubbi?

«Come popolo della scuola non sappiamo se gli organici saranno pieni dall'inizio, se ci saranno supplenti disponibili subito. Noi a Milano ci eravamo dati l'obiettivo di riaprire tutte le scuole dal 7 settembre ed è stato un bel successo, rimaneva in bilico aperta la questione di via Graf, dove va rimosso materiale di lavoro pesante e non può occuparsene il personale scolastico. Abbiamo trovato una soluzione provvisoria con dirigente scolastica, Municipio 8 e parrocchia: i bimbi faranno lezione nel parco di fronte alla scuola appoggiandosi alla parrocchia in caso di maltempo. Peraltro la prima settimana di scuola sarà con orario ridotto fino alle 12.30, mercoledì 23 dopo il referendum torneranno nelle loro classi».

L'orario ridotto ha messo in difficoltà molte famiglie, ci sono state proteste. Non si poteva evitare?

«Invece sono molto d'accordo con la scelta dei dirigenti di usare tutti gli insegnanti in compresenza nelle classi questa settimana, per verificare la situazione di rientro, i distanziamenti, le nuove regole. Devono abituarsi gli alunni ma pure i maestri, bisogna studiare le modalità migliori e fare in modo che l'attività principale in questi giorni sia ascoltare i bambini, le loro preoccupazioni e paure, dimentichiamo l'attività didattica e pensiamo solo a quella educativa».

Un consiglio ai colleghi?

«Se il tempo lo consente nei prossimi giorni stiamo il più possibile fuori da scuola, portiamo i bimbi nei parchi, nelle piazze, dove si può gestire il distanziamento in maniera più positiva. E mettiamo in campo tutta la nostra creatività perchè la scuola non può trasformarsi in un ospedale o un ufficio, il distanziamento non deve diventare elemento di divisione».

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