Da Lambrate a via Arbe: 16 stabili in mano ai compagni

Uno stillicidio di "espropri": qualche sgombero, molta tolleranza. Ecco la mappa degli abusivi

Da Lambrate a via Arbe: 16 stabili in mano ai compagni

All’inizio fu il Leonka, padre di tutte le occupazioni, addirittura una delle prime in Europa, poi nel giro di pochi mesi, case e capannoni invasi salirono a una mezza dozzina. Quindi un periodo di relativa cal­ma, poi negli anni ’90 arrivò un’altra mez­za dozzina di incursioni.E da allora,l’ulti­mo decennio è stato caratterizzato da uno stillicidio di stabili «espugnati», con qual­che sgombero ma anche molte situazioni lasciate cristallizzare. Così, con la torre Galfa, ormai siamo a 16 edifici in mano al­la sinistra, più o meno radicale.

La data fatidica resta dunque il 18 otto­bre 1975 quando un gruppo di giovani dei Collettivi anti-fascisti, di Avanguardia Operaia, Lotta Continua e Movimento La­voratori per il Socialismo fece irruzione in uno stabile di via Mancinelli. Scoprendo che nel cortile c’era anche un capannone di 3.600 metri quadrati che affacciava su via Leocavallo. Era nato il «Leonka». Nel 1989 ci fu un primo sgombero, durante il quale scoppiarono violenti incidenti, ma lo stabile venne rioccupato subito dopo e tenuto per altri cinque anni. Fino al trasfe­rimento finale del 1994 in via Watteau 7, una ex cartiera da 4mila metri quadrati, di proprietà dei Cabassi.

Nel frattempo il Leonka aveva fatto scuola e dal 1976 aveva «figliato» il «Transi­ti », in via dei Transiti 28, il «Cox» in via Con­chetta 18 e il «Malfattori» in via Torricelli 19. Poi una tregua di quasi un decennio quindi si riprende negli anni ’90 con l'inva­sione di un capannone in via Muratori do­ve nasce il «Vittoria». Poi arrivano «Panet­teria », via Conte Rosso 20, «Casa Loca», viale Sarca 183, «Torchiera», piazza Cimi­tero Maggiore 18, «Villa Vegan», via Litta Modignani 66, «Micene», via Micene 4. E infine il famoso e battagliero «Cantiere» di via Monte Rosa 84, ex sede del celebre «Derby», entrando nel movimento dei «di­sobbedienti ». Nel gennaio 2011 un grup­po sorto da poco e autodefinitosi «I Corsa­ri », area «autonomia», invade una fabbri­ca abbandonata in via Olgiati 12 e crea «Zo­na Autonoma Milano», diventando il contraltare dei «cantierini». Quindi è una ac­celerazione impressionante. Sempre l’an­no scorso in via Valvassori Peroni 10 si in­sedia un gruppo di autonomi poi cacciato dai più bellicosi anarchici che ora organiz­zano concerti e rave party, ma raramente partecipano alla vita politica della città. Ar­riviamo ai giorni nostri, tra il 29 e il 31 mar­zo occupazioni in via Scaldasole, Arbe e Padova,quest’ultimo finito dopo tre gior­ni, il 22 aprile via Apollodoro, dove nasce il «Collettivo Lambretta». Infine sabato mat­tina la Torre Galfa. E con questo fanno 16 stabili nelle mani degli «okkupanti».

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