Con l'Anno del Maiale anche Montenapo diventa una Chinatown

Per la prima volta la Festa delle Lanterne accende il Quadrilatero per i turisti orientali

Con l'Anno del Maiale anche Montenapo diventa una Chinatown

In cinese si chiamano «ling ling hou», che significa «dopo lo zero zero», ovvero nati dopo il 2000: sono i neo maggiorenni del Paese del dragone, figli dell'upper-middle-class, appena diventati consumatori e già con i portafogli pieni. Per loro la visita è una sorta di viaggio di formazione, come fu per Goethe nell'800, ma quando arrivano qui il loro obiettivo è «spendere facendo un'esperienza». È il nuovo target a cui i grandi marchi del lusso dovranno rivolgersi per attirare la clientela asiatica che fa staccare uno scontrino medio di 1897 euro (dati Montenapoleone District). Il profilo del nuovo consumatore cinese tipo arriva dalla Fondazione Italia-Cina, che guida le imprese nei rapporti con Pechino. Secondo Francesco Baggio Ferraris, direttore della scuola di formazione permanente è proprio la generazione Z con gli occhi a mandorla quella da osservare: «Hanno ormai abbandonato l'acquisto compulsivo online frutto del boom economico. Nel Paese si vive un rallentamento comprare significa divertirsi».

È per questo che i festeggiamenti per il capodanno cinese a Milano non si limitano alla parata tradizionale di via Paolo Sarpi ma conquistano anche il Quadrilatero della Moda. L'anno del maiale, secondo il calendario lunare cinese, comincia il 5 febbraio, ma per la prima volta l'evento va oltre la processione del dragone. Quest'anno il clou «ricco» della Festa della Primavera (questo il vero nome del capodanno cinese) sarà tra via Montenapoleone, via della Spiga e via Sant'Andrea.
Mostre, tavole rotonde, installazioni, cominciano oggi per arrivare fino a domenica. Tra le vie della moda spopolerà la mostra fotografica dedicata a Liu Bolin, uno dei maggiori artisti cinesi, conosciuto anche come «The Invisible Man»: combinando performance e fotografia si mimetizza con l'ambiente attraverso il bodypainting. Lunedì 11 sarà protagonista di una performance live al museo della Pietà Rondanini al Castello.

Ma la cosa commercialmente più rilevante è che le vetrine di almeno 50 negozi delle vie del lusso dovranno far posare gli occhi del nuovo target: i giovani cinesi, che per il capodanno saranno in vacanza e potranno venire in Italia. Banditi il bianco e il nero, colori simbolo dell'eleganza per noi, ma usati lì solo per i funerali: si farà spazio al rosso, che per loro porta bene. Dovranno fare questo sacrificio anche marchi sobri come Brunello Cucinelli, Falconeri ed Ermenegildo Zegna, sarà più facile forse per Prada, Dolce&Gabbana e Versace. Non c'è un stima precisa sugli arrivi, ma i dati di base sono incoraggianti: nell'ultimo anno rilevato, le spese di chi arriva da Pechino, Shanghai, Wenzhoue e Suzhou in Italia sono aumentate dell'8%.

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