"L'Università cambia il regolamento. Così è come se la lode non contasse"

Alla fine del 2021, l'Università degli Studi di Milano ha approvato un nuovo Regolamento per gli esami di laurea in Giurisprudenza. Una studentessa a ilGiornale.it: "Ora i 30 e lode conteranno come 30"

"L'Università cambia il regolamento. Così è come se la lode non contasse"

"Si trasmette il nuovo Regolamento degli esami di laurea in Giurisprudenza, approvato dal Collegio Didattico Interdipartimentale". Così, con una mail di poche righe, l'Università degli Studi di Milano ha annunciato agli studenti della Facoltà di Giurisprudenza il cambiamento nel conteggio dei voti per il conseguimento della laurea anche per gli studenti già in corso. Il Regolamento, approvato e trasmesso agli studenti alla fine del 2021, è ora ufficialmente disponibile sul sito dell'Università e verrà applicato a partire dalla prima sessione di laurea dell'Anno Accademico 2022/2023, cioè quella che si terrà a luglio 2023. La decisione non è stata condivisa dagli studenti, che hanno lanciato una petizione, nel tentativo di far revisionare il documento. "Con questi cambiamenti ci hanno tagliato un po' le gambe", spiega al Giornale.it una studentessa.

Cosa cambia

Sono tre i principali cambiamenti introdotti dal nuovo documento. In primo luogo, a variare è il valore dato alla lode acquisita dagli studenti nel corso della propria carriera scolastica. Nel Regolamento precedente e ancora in vigore, risalente al 2015, nel calcolo del punteggio di ammissione all'esame di laurea, ogni "30 e lode" doveva essere calcolato come un 31, considerando quindi la lode come un punto in più. Questa modalità di conteggio salta, invece, nel documento approvato alla fine dello scorso anno, secondo cui "ogni '30 e lode' acquisito successivamente alla approvazione del presente regolamento da parte del Collegio Didattico Interdipartimentale verrà valutato come 30". In sostanza, spiega la studentessa sentita da ilGiornale.it, "È come se la lode non contasse, mentre in altre Università vale addirittura due punti".

Il nuovo documento diminuisce anche i punti assegnati in caso lo studente abbia svolto un periodo di studi all'estero nell'ambito dei programmi dell'Unione Europea, come Erasmus, e nel caso in cui il candidato all'esame di laurea abbia svolto tirocini o esperienze extracurricolari. Per queste eventualità, col precedente Regolamento potevano essere attribuiti fino a un massimo di due punti mentre, a partire dall'Anno Accademico 2022/2023, lo studente potrà raggiungere al massimo un punto e solo nei seguenti casi: se si laurea "entro l’ultima sessione di laurea dell’ultimo anno accademico del proprio piano di studi", o se ha svolto un periodo di studi all'estero. Nessun punteggio, quindi, verrà assegnato in caso di tirocini, competizioni giuridiche o esperienze extracurricolari.

Infine, il nuovo Regolamento modifica anche l'assegnazione dei punti in base al tipo di elaborato proposto dal candidato. Lo studente, infatti, in sede di laurea, può portare una tesi effettuata sullo studio di un caso pratico o di una questione problematica, o un'analisi di una tematica complessa a carattere monografico. Precedentemente, veniva assegnato un punteggio diverso, a seconda del tipo di elaborato: fino a quattro punti, se il candidato si occupava dello studio di un caso, e fino a sei punti per la dissertazione a carattere monografico. Il nuovo Regolamento, invece, elimina tale differenza, specificando che la commissione esaminatrice "può attribuire al candidato fino a cinque punti". Quindi, oltre a eliminare la differenza tra i due tipi di elaborati, abbassa il punteggio generale: "Il punteggio per la tesi si è abbassato- spiega la studentessa sentita da ilGiornale.it- Prima c'erano due punteggi diversi in base al fatto che si portasse una trattazione monografica o un caso, mentre ora li hanno equiparati e hanno abbassato il punteggio massimo".

Gli studenti: "Revisionare il regolamento"

"Il Regolamento entrerà in vigore l'anno prossimo e non riguarderà solamente gli studenti immatricolati nell'Anno Accademico 2022/2023, ma anche tutte le carriere già in corso", spiega la studentessa sentita da ilGiornale.it. Per questo, gli studenti di Giurisprudenza hanno lanciato una petizione "per un Regolamento lauree equo e democratico", per chiedere la revisione del nuovo Regolamento, sostenendo come non sia "comprensibile in base a quale principio si possa assumere che dette modifiche dovranno avere effetto dalla 'prima sessione di laurea dell’Anno Accademico 2022/2023 (Luglio 2023)'", eventualità che risulterebbe "in aperta violazione di una, invece, intangibile immutabilità delle situazioni accademiche pregresse all’approvazione delle modifiche, che dovrebbe permettere, ad esempio, di non vedere penalizzata la media ponderata già conquistata dallo studente, causa il ridimensionamento in peius della valenza del 30 e Lode".

Il nuovo Regolamento, quindi, riguarderà anche gli studenti già in corso. Per questo, le nuove regole preoccupano gli iscritti alla Facoltà di Giurisprudenza, che vedrebbero così il loro punteggio ribassato, rispetto ai calcoli fatti precedentemente. "Un conto è se il Regolamento fosse entrato in vigore per gli studenti che iniziavano il primo anno- spiega la studentessa- però entrando in vigore anche per quelli che iniziano il quinto anno e per quelli che sono già in corso, inficia il voto finale. Così ci hanno un po' tagliato le gambe". Le nuove modifiche, ribadisce la ragazza che ha parlato con ilGiornale.it, "vanno ad inficiare il voto finale. Tra l'altro, uno studente durante la sua carriera ha fatto determinati ragionamenti, per cui può aver accettato un voto più basso, avendo ottenuto un 30 e lode. Invece ora questi voti valgono meno. Avendolo saputo, si sarebbero fatti ragionamenti diversi".

La petizione sottolinea anche "l'irrilevanza attribuita alle attività pratiche extracurricolari, quali tirocini e competizioni giuridiche, svolte durante il percorso universitario, ai fini del voto finale di Laurea", per i quali non è più assegnabile il punto extra, previsto dal presente Regolamento. In questo modo, spiegano gli studenti, finisce per "emergere una sorta di privilegio riservato ad un metodo puramente teorico di insegnamento, in danno di quella praticità, che, pure, deve caratterizzare la formazione dei giuristi del futuro". Per questo, sarebbe necessario il riconoscimento di rilievo istituzionale anche alle esperienze pratiche.

Il nuovo Regolamento, che entrerà in vigore a partire dall'Anno Accademico 2022/2023, ha lasciato stupiti gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza.

"Io non capisco neanche la motivazione utilitaristica da parte del Rettore e dell'Università stessa- conclude la studentessa sentita da ilGiornale.it- perché alla fine questo provvedimento non conviene a nessuno: fa soltanto abbassare anche il ranking dell'Università".

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