Lupi pensa a correre in Europa È lite fra gli alfaniani sulle liste

Il colpo di scena del Nuovo centrodestra potrebbe essere la candidatura di Maurizio Lupi nel collegio Nord-Ovest delle elezioni europee. Quello che oltre alla Lombardia, comprende anche Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, regioni nelle quali la caccia al voto per gli «alfaniani» potrebbe diventare decisiva. Perché il vero incubo per molti partiti più che l'euro o la deflazione è il 4 per cento, quella la soglia di sbarramento al di sotto della quale non si riuscirà a mandare nemmeno un parlamentare a Bruxelles. È per questo che Angelino Alfano è pronto a tirar fuori un ministro dalla manica, quel Lupi che oltre a essere stato buon assessore nella giunta Albertini, è in grado di raccogliere il voto cattolico e soprattutto di area ciellina che è la riserva di caccia degli ex berlusconiani. L'unica obiezione potrebbe essere la presenza in lista in un big come Roberto Formigoni, da sempre il naturale candidato di quel mondo. Ma una possibile disaffezione verso il suo nome e l'eventualità che magari proprio a ridosso del voto le sue vicende giudiziarie possano avere nuovi sviluppi, forse consigliano di puntare proprio su Lupi. Difficile immaginare un ticket tra i due (tre sono le preferenze), ma anche una sfida tra maestro e allievo. E a testimoniarlo c'è anche il fatto che ha rinunciato a correre un altro colonnello di area giussaniana come il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo che a Varese, dove Ncd ha addirittura organizzato le primarie, lascerà il posto all'ex capogruppo in Regione dell'allora Pdl Paolo Valentini che ha battuto Anna Maria Martelossi. Una doppia scommessa per Lupi, perché la sua diventerebbe una lunghissima volata verso il suo vero obiettivo che è diventare sindaco di Milano.
Ma il ministro ciellino e l'ex governatore Formigoni non sono i soli pesci grossi. Perché in un Ncd alla disperata ricerca di un primo risultato elettorale che lo legittimi politicamente accreditandolo nelle prossime trattative sul tavolo del governo (ma in Lombardia anche in vista del rimpasto in Regione) a correre sarà l'oggi senatore Gabriele Albertini che l'Europa l'ha appena lasciata insieme alla presidenza della prestigiosa commissione Affari esteri. C'è però da dire che quelle di Lupi, Formigoni e Albertini sarebbero semplicemente delle candidature di bandiera. «Con i tempi che corrono - dice un colonnello alfaniano - non possiamo certo privarci in senato di due politici di esperienza come Albertini e Formigoni». Sale allora di livello la corsa di Guido Podestà che del parlamento europeo è già stato vice presidente e oggi guida una Provincia ormai destinata all'eutanasia. Dalla Regione il candidato più probabile è il consigliere ed ex sindaco di Magenta Luca Del Gobbo, anche lui di certa fede ciellina e uomo da campagna elettorale: 250 incontri in quattro settimane alle ultime regionali e alla fine oltre 9mila preferenze, il più votato del Pdl a Milano. Ma il suo nome, insieme a quelli del capogruppo Mauro Parolini e a Stefano Carugo, è in ballo per un posto da assessore nella nuova giunta Maroni. Sicuramente fuori è un altro ciellino, il consigliere comunale Matteo Forte che dopo l'esclusione dall'eurosquadra dell'Ncd è uscito dal partito sbattendo la porta per approdare nei Popolari per l'Italia, l'altra enclave di giussaniani a cui sta lavorando l'ex ministro Mario Mauro. Altro prodotto della fucina Formigoni.

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