Mazzali (e una mamma) contestano il sindaco: via Padova non è Beirut

La donna: mio figlio fermato perché nero

La denuncia di una mamma viene «condivisa» - sui profili Facebook, e nel merito - da esponenti di sinistra, a partire da Mirko Mazali ceh oltre ad essere il presidente del consiglio n Municipio 1 per Sinistra x Milano è anche il delegato del sindaco alle Periferie. «Piazza Loreto, uscita metro, polizia schierata - comincia il racconto Paola Colombini, giornalista e anche ex candidata nella lista civica che sosteneva Umberto Ambrosoli alla presidenza della Regione contro Roberto Maroni nel 2013 - Tre dico tre poliziotti fermano mio figlio, lo attorniano nemmeno fosse un delinquente pericoloso, lo intimidiscono con domande assurde del tipo: Ti droghi? Che lavoro fai? Cosa ci fai qui? Siediti! Richiesta di perquisizione. Richiesta di dichiarare i reati commessi. Spaventato umiliato mi chiama durante l'interrogatorio per chiedere aiuto. La mamma è giornalista, dice aggrappandosi alla parola magica che li ha sempre sollevati da antiche e non sopportabili persecuzioni. Orribile! Perché proprio lui nella folla? Perché è nero, moriscos se preferite». La signora attacca il sindaco: «Sala, siamo tornati ai tempi di De Corato? I tempi nei quali i miei bambini avevano paura di uscire? Pisapia ci aveva liberati dall'incubo razziale, ora che accidenti sta facendo lei? Ci risucchia nella paura della diversità?». Mazzali rilancia sui social l'intervento e invita a leggerlo «con attenzione. Sarebbe troppo facile e non servirebbe accusare i tre poliziotti e generalizzare, nulla c'entrano anche i militari e l'intervento era legittimo formalmente, mentre gravemente inopportuno nei modi. La domanda che occorre porsi è: quanto ha influito quello che è accaduto in queste ultime settimana a Milano? Dal punto di vista oggettivo stiamo parlando di una rissa terminata purtroppo con un morto. Da allora magicamente una indagine che era evidentemente in corso da moltissimi mesi, è terminata con misure cautelari e riguardava guarda che caso proprio via Padova. Sono iniziati i posti di blocco, aumentate le pattuglie, i parenti che non abitavano a Milano hanno iniziato a telefonare ai loro cari chiedendo come stavano, neanche fossero in guerra. Tutto questo per una rissa. Ecco fermiamo un attimo questa specie di grande Fratello del crimine, prima che sia troppo tardi, perché a forza di dire che via Padova è Beirut, alla fine ci credono tutti e poi Via Padova lo diventa veramente Beirut».

ChiCa

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