"Ecco perché non posso candidarmi a Milano"

L’ex sindaco ha spiegato in una lettera ai milanesi il motivo per cui non può accettare la candidatura, assicurando però la sua disponibilità ad accompagnare il candidato del centro destra

 Albertini: "Ecco perché non posso candidarmi a Milano"

Gabriele Albertini non correrà come candidato sindaco del centrodestra alle comunali di Milano. Ha voluto ribadirlo in una accorata lettera ai milanesi, anche se già nei giorni scorsi si era capito che non fosse dell’idea, spiegando la sua posizione e i motivi che lo portano verso questa scelta.

Le sue parole sono state pubblicate direttamente sul proprio sito web. Ha scelto un giorno a lui caro per parlare a coloro che sono stati i suoi cittadini, ovvero quello che coincide con la data in cui nel 1997 ha giurato da sindaco per la prima volta. Ha scritto ai concittadini milanesi, agli amici e sostenitori, ai leader del centro destra, rivolgendo anche un augurio di pronta guarigione a Silvio Berlusconi.

Il motivo del rifiuto

Nelle ultime settimane in molti avevano sperato nella sua candidatura e diversi sondaggi lo davano anche come possibile vincitore. Si è quindi sentito in dovere, a fronte del sostegno e dell’affetto che molti gli hanno dimostrato, di spiegare il perché del suo rifiuto. “Purtroppo devo comunicare che per un insieme di ragioni personali non posso accettare questa generosa opportunità offertami” si legge. Ha voluto anche sottolineare che non vuole mantenere questa incertezza che potrebbe a lungo andare rischiare di danneggiare l’intera campagna elettorale. Ha poi desiderato ribadire tre concetti per lui importanti.

I tre punti cari ad Albertini

L’ex sindaco ha quindi voluto riassumere i tre punti per lui importanti. Prima di tutto la sua disponibilità ad accompagnare il candidato sindaco del centro destra: “In primis la mia disponibilità nel corso della futura campagna ad accompagnare il candidato sindaco, sia nei contenuti, sia nella definizione e nella partecipazione ad una lista civica, fattore, secondo me, fondamentale per la vittoria elettorale”.

Poi il fatto che serva per Milano un primo cittadino giovane, come era lui quando era stato eletto la prima volta: “In secondo luogo ritengo che, per le sfide che aspettano Milano, il candidato o la candidata debba essere giovane (il 15 maggio 1997 avevo 46 anni), rappresentare le categorie produttive in vista della imminente ripresa, e conoscere tutte le realtà di questa multiforme ed articolata città, anche quelle rese più fragili dalla pandemia. Anche la squadra dovrà essere attentamente scelta, ma anche competente, laboriosa, adeguatamente bilanciata tra i generi”.

In ultimo ha voluto parlare del governo guidato dal premier Mario Draghi che“si appresta a vivere una serie di misure che assicureranno all’Italia risorse europee per 209 miliardi per la ripresa dopo l’emergenza sanitaria. In virtù di questo anche Milano riceverà una disponibilità ingente di risorse (circa 18 miliardi di euro)”. Per questo motivo, secondo Albertini servirà una amministrazione eccezionale formata da una vasta coalizione di forze politiche e produttive, che siano responsabili e volenterose.

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