Rincari Atm, ecco cosa c’è dietro

Entro l'anno è previsto un aumento fino a 30 centesimi su biglietto singolo e carnet. Infuria la polemica. Forza Italia: "È il Comune che decide per l'aumento delle tariffe, non Regione Lombardia"

Rincari Atm, ecco cosa c’è dietro

Aumento del costo del biglietto Atm all'orizzonte per alcuni cittadini lombardi. A quanto pare entro la fine di questo anno il prezzo del ticket dovrebbe subire un ulteriore aumento, si parla di circa 10-30 centesimi in più, come previsto da una normativa regionale relativa all'adeguamento Istat delle tariffe del trasporto pubblico locale.

La stessa Agenzia del Trasporto pubblico locale, che interessa le zone della città metropolitana di Milano, Pavia, Lodi, Monza e Brianza, ha deliberato in favore dell'incremento di prezzo, sia per il biglietto singolo che per i carnet. Ad oggi, il costo del ticket è di 2 euro per la durata di 90 minuti di corsa.

"I soci hanno dato mandato al consiglio di intervenire esclusivamente sui titoli occasionali, senza toccare quelli in abbonamento. Tale impostazione garantisce di tutelare in particolare gli utenti abituali, così da incentivarli al ritorno sui mezzi del trasporto pubblico locale", è stata la spiegazione del presidente dell’Agenzia Daniele Barbone. "È inoltre emersa la richiesta di approfondire l’adeguatezza dell’attuale tipologia di abbonamenti vigenti, in base alle mutate esigenze di mobilità degli utenti legate allo smart working".

La polemica della sinistra

L'assessore alla Mobilità del Comune di Milano Arianna Censi non ha perso tempo, e ha subito puntato il dito contro Regione Lombardia, parlando di norma imposta "dalla Regione Lombardia, a trazione leghista, con una legge approvata a luglio". Censi ha inoltre affermato che, se avesse potuto scegliere, il Comune non avrebbe mai acconsentito all'adeguamento in un periodo di difficoltà economica come questo.

A opporsi all'aumento dei biglietti anche i Verdi, che hanno chiesto a gran voce la convocazione del Consiglio comunale. "Si può e si deve resistere alla disposizione regionale come fatto tante altre volte. Ci auguriamo lo facciano tanti sindaci, è sbagliatissimo l'aumento in un momento in cui viene chiesto ai cittadini di lasciare l'auto e usare il mezzo pubblico", tuona il capogruppo Carlo Monguzzi, come riportato dalle agenzie di stampa. "Il comune non deve essere complice di questa decisione. Non combatterla con tutti i mezzi politici, tecnici e procedurali sarebbe terribilmente colpevole".

Il consigliere regionale Pd Pietro Bussolati ha chiesto alla Regione di fare "la propria parte" e di bloccare l'adeguamento dei prezzi.

La replica della Lega

Dopo le accuse della sinistra è arrivata la risposta della Lega. "Nessuno dei tre punti all'Odg prevedevano una discussione, tantomeno una votazione sul tema dell'aumento dei prezzi del Tpl. L'argomento è stato con forza imposto alla discussione dall'assessore di Milano Arianna Censi", ha dichiarato il vicecapogruppo del Carroccio in Regione Lombardia Andrea Monti. "L'assessore Censi a più riprese ha sostenuto che l'aumento fosse un obbligo imposto dalle norme regionali, il che è totalmente falso. La Regione, ogni anno, è obbligata ad assumere una delibera in cui dà la possibilità di applicare l'adeguamento Istat alle tariffe. Ciò non rappresenta un obbligo, ma una facoltà".

Se Milano ha la necessità di aumentare le tariffe dei biglietti Atm, ha concluso piccato Monti, la proposta deve essere presentata in assemblea, così da essere valutata con serietà. Al momento, qualsiasi aumento, secondo il rappresentante della Lega, è da considerarsi illegittimo.

Responsabilità del Comune

In serata si è aggiunta anche la replica di Gianluca Comazzi, consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, che ha chiarito meglio la situazione. Secondo Comazzi, l'assessore alla Mobilità del Comune di Milano Arianna Censi starebbe dichiarando il falso, in quanto a "stabilire l’aumento delle tariffe è il Comune di Milano, che per scongiurare tale ipotesi avrebbe la piena facoltà di ricorrere a soluzioni alternative con il suo bilancio".

La responsabilità, dunque, sarebbe del Comune e del sindaco. "È oltremodo scorretto che l’assessore Censi abbia tentato di incolpare Regione Lombardia, quando tutti sanno che le Agenzie del Tpl possono decidere autonomamente se applicare o meno gli aggiornamenti Istat. Ancora una volta, la giunta Sala ha deciso di far cassa spremendo i cittadini. Ci batteremo con forza per evitare questo ennesimo, assurdo aumento del biglietto Atm", conclude Comazzi.

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