Rom uccise un agente: esce dalla galera e va a rubare

Tra gli arrestati anche Remi Nikolic, che nel gennaio del 2012, quando era ancora minorenne, travolse ed uccise in piazza Alfieri l'agente Nicolò Savarino

Rom uccise un agente: esce dalla galera e va a rubare

Prendevano di mira gli appartamenti più lussuosi siti nel centro di Milano e li ripulivano portando via con sè denaro, monili e preziosi di ogni genere, ora i ladri-acrobati rom sono finalmente finiti in manette a seguito di un complesso lavoro di indagine.

Con un'operazione coordinata dalla procura della Repubblica di Milano, sono stati gli uomini della questura a far scattare le manette ai polsi dei malviventi, in grado di racimolare un bottino del valore complessivo di circa 200mila euro prima di essere fermati. Noti soprattutto per le manovre acrobatiche compiute sui tetti e sulle grondaie delle palazzine in cui si trovavano gli appartamenti divenuti loro obiettivo, e con una lunga lista di precedenti penali alle spalle, i tre rom arrestati sono Alen Djordjevic e Remi Nikolic (26 anni) ed il 23enne Martin Jovanovic.

Si ricorda in particolar modo tra questi proprio Remi Nikolic, a causa dell'omicidio dell'agente della polizia locale Nicolò Savarino, avvenuto il 12 gennaio del 2012. Ancora minorenne, Nikolic travolse ed uccise il poliziotto al volante di una Bmw X-5 in piazza Alfieri (Milano). Il responsabile riuscì inizialmente a fuggire all'estero ma fu poi arrestato e condannato a 10 anni in via definitiva. Una pena, tuttavia, che non scontò completamente dietro le sbarre, dato che dopo 5 anni e 6 mesi trascorsi in un carcere minorile riuscì ad ottenere l'affidamento in prova. Proprio di recente, per la precisione l'11 febbraio, il 26enne aveva terminato la misura alternativa a cui era sottoposto. Subito dopo il rom aveva ripreso le vecchie abitudini, tanto che già il 22 febbraio, in collaborazione coi complici Djordjevic e Jovanovic, si era reso protagonista di un furto all'interno di un appartamento del centro di Milano.

Come documentato nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal procuratore aggiunto Laura Pedio e dal sostituto procuratore Francesca Crupi, che hanno coordinato le indagini della polizia di Stato, l'abitazione fu ripulita di carte di credito, gioielli e beni di lusso per un valore complessivo di circa 100mila euro. Dopo il primo colpo ne fece seguito un altro nel mese di marzo, che permise ai rapinatori di mettere le mani su un bottino di simile entità.

Individuati all'interno delle proprie temporanee abitazioni, alcune delle quali site nel campo nomadi di via Fogazzaro, i rom hanno visto sequestrare contanti e beni di lusso prima di finire in manette.

"Inutile negarlo: Milano è terra di conquista non solo per i rom che vivono nei campi della nostra città, ma anche per quelli di tutta la Lombardia come dimostrano gli ultimi arresti di nomadi che abitano nell'hinterland", denuncia l'europarlamentare e consigliere comunale della Lega Silvia Sardone. "Tra loro c'è pure Remi Nikolic, l'assassino dell'agente di Polizia Locale Niccolò Savarino che si è fatto appena cinque anni di carcere e 11 giorni dopo essere uscito ha subito messo a segno due rapine. Mi auguro che possa tornare per un po' di tempo dietro le sbarre", aggiunge, "anche se purtroppo ci credo poco visto il trattamente di favore che gli è già stato riservato".

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"Non posso però che constatare come il centro di Milano, i bei palazzi e gli attici di lusso tanto cari al Pd, siano nel mirino di bande di criminali molto spesso tutelati e coccolati dalla stessa sinistra che parla di integrazione, gli sospende il pagamento delle utenze, se ne frega se i minori non vanno a scuola e si fa prendere in giro dai rom che non pagano né affitti né bollette",

affonda in conclusione l'esponente del Carroccio. "Chissà, magari anche chi vive all'interno della cerchia dei Bastioni inizierà ad accorgersi della pericolosità delle politiche sociali della sinistra milanese".

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