Mobilità sostenibile, il 50% delle colonnine è occupato da abusivi

Il Comune ha un piano per 1.500 punti di ricarica, ma non sa tutelare gli utenti

Mobilità sostenibile, il 50% delle colonnine è occupato da abusivi

Sulla mobilità sostenibile il Comune predica bene e razzola male. È la morale dell'indagine realizzata da Quattroruote a Milano e a Roma, raccontata nel numero uscito ieri. Installare le colonnine di ricarica non basta: bisogna attivarle e tenerle libere dai parcheggiatori «abusivi». Ha gioco facile l'assessore alla Mobilità Marco Granelli ad annunciare che «entro la fine del 2021 saranno 1500 le colonnine per la ricarica delle auto elettriche», se non si fa niente per velocizzare le pratiche per le autorizzazioni e per tutelare gli stessi utenti. Attualmente a Milano sono attivi 116 punti sul suolo pubblico, con i 240 autorizzati per i primi mesi dell'anno si dovrebbe arrivare a circa 360 punti di ricarica, che in genere comprendono due postazioni. «In più - ha spiegato Granelli all'evento E_Mob 2020-Festival della mobilità elettrica a novembre - una delle misure previste dal Piano Aria prevede l'obbligo per ogni distributore di carburante di dotarsi di una colonnina di ricarica elettrica entro il 2021. In questo modo arriveremo ad avere almeno 1.500 postazioni: un qualcosa che possiamo cominciare a chiamare rete». Parallelamente però non si è previsto un sistema di velocizzazione dello smaltimento delle pratiche: gli uffici comunali sono in grado di processare blocchi di solo 15 pratiche alla volta.

Se a penalizzare il servizio nella Capitale è il mancato allacciamento dei punti di ricarica alla rete di distribuzione dell'energia, nella nostra città in un giorno qualsiasi il 50 per cento degli stalli presso le colonnine di ricarica (26 su un totale di 51 visitate, sia nel centro che in aree più periferiche) sono occupati abusivamente da auto con motore a combustione o elettriche e ibride non connesse all'impianto. E solo in un caso la sosta vietata è stata sanzionata.

Da Assago alla Cerchia della 90-91 come in via Troya, in via Bocconi, via Bergognone, via Broletto, via Correnti, via Cassinis (Porto di Mare) e via Melchiorre Gioia per finire in largo Richini, a due passi dall'Università degli Studi, lo scenario è lo stesso: le piazzole riservate sono occupate abusivamente. Stesso discorso in corso Lodi, via Hoepli, via Ludovico di Breme in zona Certosa, in via della Moscova e in via Ponte Vetero (Brera): a non rispettare le regole sono gli stessi utilizzatori del servizio. La modifica al Codice della Strada inserita dal decreto 16 luglio 2020 prevede la gratuità della sosta negli stalli riservati fino a un massimo di un'ora dopo il termine del rifornimento. Norma però che non viene fatta rispettare dalla polizia locale con la conseguenza che chi ha poca autonomia rimanga a piedi per colpa dei parcheggi irregolari.

In assenza di un'amministrazione che fa rispettare le regole e tutela gli utenti di un servizio di cui il Comune stesso si fa vanto, gli automobilisti si sono costruiti una mappa dei punti più critici della città. A complicare ulteriormente le cose la prepotenza dei dehor dei locali che in alcuni casi, come in via Varese, hanno cinto le colonnine con mura di siepi e cespugli.

Tutto questo, sottolinea Quattroruote, rischia seriamente di vanificare alla base l'efficacia del piano di sostegno alla mobilità elettrica annunciato dal governo Draghi nel quadro del Pnrr, che prevede un parco di 6 milioni di auto elettriche e 21.250 nuovi punti pubblici di ricarica veloce e ultraveloce.

Commenti