Moda, cinema e tv: il centro è un crocevia di ciak internazionali

Da inizio anno già incassati 113mila euro Il record di 140mila del 2017 è molto vicino

Valentina Gioia

L'Italia da sempre presta la sua bellezza ai registi di fama internazionale e perciò spesso privilegiata da questi come set cinematografico per i loro film.

Le nostre preziose città d'arte, i caratteristici borghi, gli affascinanti castelli, la natura incontaminata, sono stati scelti come location di importanti riprese e sono entrati, così, nell'immaginario mondiale.

La nostra bella Milano negli ultimi anni è molto richiesta per girare scene o intere produzioni. Nel 2017 il capoluogo meneghino era risultato essere il prescelto per la registrazione di documentari, sia scientifici che culturali e ricercato soprattutto dalle produzioni straniere. Seguivano le fiction e riprese per cataloghi moda. Ora dalle analisi delle richieste di autorizzazioni per occupazione del suolo destinate alle riprese foto-cinematografiche e televisive pervenute al Comune nei primi sette mesi del 2018, i servizi di moda si sono piazzati al primo posto, sorpassando le fiction e scaraventando al terzo i documentari.

Delle 453 domande complessive (contro le 404 dello stesso periodo del 2017), 101 sono state presentate per effettuare riprese video di moda in spazi o aree pubbliche e 105 per l'allestimento di set fotografici, 71 le richieste per le registrazioni di film, serie tv, talk show sul suolo milanese e 36 per i documentari di divulgazione culturale e scientifica.

Scorci, monumenti, parchi e piazze di Milano rientrano sempre più negli obiettivi di macchine fotografiche e telecamere, prestando la scena a film, pubblicità, documentari per il cinema, i giornali e le televisioni nazionali e internazionali. Scenografia prediletta da registi, fotografi e operatori si conferma il quartetto Duomo, Galleria, Scala e Palazzo Reale, con ben 119 richieste, seguito da Castello, piazza del Cannone, Arco della Pace, Parco Sempione e dalle vie del Quadrilatero della moda.

L'utilizzo dell'immagine della città ha un costo solo per le produzioni ad uso commerciale, quali gli spot pubblicitari e i servizi di moda, e nell'arco di tutto il 2017 ha permesso al Comune di incassare 140mila euro. Da gennaio a luglio di quest'anno, invece, l'incasso ammonta già a poco meno di 113mila euro. E proprio al fine di promuovere le attività cinematografiche, non pagano nulla le produzioni di film, fiction e documentari, così come sono esenti dal pagamento le esercitazioni delle scuole di cinema e tv e la pubblicità progresso.

Inoltre le richieste di autorizzazione per effettuare riprese foto-cinematografiche e televisive in città mostrano la costante crescita dell'attrattività di Milano all'estero: da gennaio a luglio 2018 infatti sono state 51 le autorizzazioni rilasciate per le riprese di produzioni straniere a fronte delle 46 nei primi sette mesi del 2017, con Giappone e Gran Bretagna a guidare una miscellanea di 24 paesi diversi.

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