Movida, ormai è allarme perquisizioni e arresti

La polizia dopo le risse sequestra esplosivi. L'opposizione al sindaco: altroché tolleranza

Movida, ormai è allarme perquisizioni e arresti

Il liberi tutti a ridosso della zona bianca e della fine del coprifuoco si è portato dietro risse e aggressioni, nate da una movida oltre i limiti. E anche se il sindaco Giuseppe Sala aveva chiesto «tolleranza» ai residenti in quest'anno particolare, per le esigenze di lavoro dei commercianti e di svago dei ragazzi, ora arrivano arresti e perquisizioni.

La polizia ha indagato sui tafferugli del 5 e 6 giugno scorsi tra Colonne di San Lorenzo, Darsena e piazza dei Mercanti. E ha svolto perquisizioni a carico di otto ragazzi, italiani e nordafricani, coinvolti nelle risse nelle zone della movida. Gli agenti della Squadra mobile avevano cominciato a monitorare gli episodi violenti alla fine del lockdown, notando un aumento di fatti che riguardavano ragazzi, che non sempre - spiega la Questura - hanno commesso reati ma hanno avuto comportamenti di «devianza minorile», esasperati dall'uso di alcol e droga.

Nell'ultimo mese alle forze dell'ordine sono arrivate segnalazioni di episodi di criminalità diffusa con la presenza di molte persone, tra cui cittadini extracomunitari irregolari e giovanissimi che in alcuni casi hanno anche commesso furti, rapine e aggressioni senza motivo. Le perquisizioni avevano lo scopo di cercare droga e coltelli usati il 5 e 6 giugno e altre prove per stabilire le responsabilità delle persone coinvolte. Nel mirino sette 20enni e una ragazza minorenne. Un italiano di 29 anni con precedenti per spaccio, furto e ricettazione è stato arrestato per detenzione di esplosivi. Nella sua camera da letto sono stati trovati 164 petardi «New Rambo» con miccia pirotecnica e 86 ordigni artigianali del tipo «micidiale» (conosciuti come «cipolle»). Gli ordigni erano in scatole di cartone, confezionati senza alcuna cautela. Certi avevano polvere pirica all'esterno, risultando molto pericolosi. Inoltre nei confronti dell'italiano e di due tunisini, anche loro con precedenti per droga (arrestati nel gennaio 2020 alle Colonne di San Lorenzo per spaccio di hashish e marijuana), la divisione Anticrimine ha emesso il provvedimento dell'avviso orale. Un terzo tunisino, con precedenti di polizia, aveva pendente un foglio di via ed è risultato irregolare in Italia. L'Ufficio immigrazione provvederà alla sua espulsione.

«Sul problema della movida selvaggia e del disturbo per i residenti in zona Navigli e Ticinese - interviene il capogruppo di Fdi in Comune Andrea Mascaretti - ciò che bisogna innanzitutto evitare è una contrapposizione tra residenti ed esercenti. Milano esce da un anno e mezzo di restrizioni e sofferenza economica, è necessario quindi garantire la ripresa dei consumi serali anche in questa zona che è un must della vita notturna, così come vanno ascoltate le istanze dei residenti che hanno diritto a riposo e quiete». Mentre l'assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato: «Il sindaco Sala, davanti alla movida violenta, chiede pazienza ai milanesi giustificando il fenomeno con le frustrazioni dei giovani per i lockdown». Un esempio «di come non andrebbe affrontato il problema sicurezza». E Gianluca Comazzi, capogruppo di Fi in Consiglio regionale: «Siamo favorevoli alle riaperture e siamo felici che gli esercenti tornino a lavorare, ma il lassismo del Comune è inaccettabile e pericoloso». Ieri anche Sala è tornato sulla questione: «In questo momento di riaperture è chiaro che un tema c'è, ma c'è ovunque. Stiamo cercando di fare del nostro meglio. Se vogliono far passare Milano per una città dell'insicurezza totale, ci provino. Io penso che la gente non abboccherà».

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