Nel milanese 500 casi nuovi. Contagi avvenuti l'8 marzo

L'assessore Gallera: «Colpa del week end pre decreto» Inaugurato l'ospedale da campo USA a Cremona

«Nella provincia di Milano i casi positivi sono arrivati a quota 3.804, 526 in più in sole 24 ore, di cui solo 1.550 a Milano città (+172)» Snocciola il bollettino di guerra l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera in un'altra giornata difficile per la Lombardia i morti sono stati 381 e vanno ad allungare la lista dei decessi che salgono a 2.549. «Si tratta di numeri che continuano a crescere in maniera importante- ha sottolineato Galler- M la crescita è inferiore alla quella di giovedì, quando erano aumentati di 638 casi. La situazione delle positività, oggi che si fanno i tamponi solo a chi ha sintomi e si presenta in ospedale, fotografa quanto accaduto 10 o 15 giorni fa, quindi riporta al week end in cui ancora c'era tanta gente che andava in giro». Cioè all'8 marzo cui sono seguite le misure del decreto che ha trasformato l'Italia in un'unica «zona rossa» ricorda Gallera, che ha tracciato un mese esatto di bilancio dalla notizia del primo caso positivo in Lombardia, il 20 febbraio appunto.

Nonostante dopo il Decreto del 10 marzo siano aumentate la presa di coscienza e il senso civico dei lombardi, ieri sono entrati in servizio militari e pattuglie della polizia locale per controllare le strade, gli esercizi commerciali disobbedienti e i cittadini che escono senza avere «stringenti motivi» per farlo. Un modo diverso per veicolare lo stesso messaggio: «Solo stando a casa possiamo sconfiggere il virus, che si nutre del corpo umano. Se lo trova si nutre. Se non lo trova, muore - continua l'assessore -. Quindi serve fare di tutto per non contagiare e per non essere contagiati. Serve mantenere il distanziamento sociale, anche all'interno del domicilio se una persona mostra sintomi come due linee di febbre o un raffreddore». Continua a detenere il tragico record per numero di contagi la provincia di Bergamo, salita a quota 5.154 (+509 da ieri), seguita con 4.648 positivi da quella di Brescia (+401), e Cremona con 2.392 (+106), 1597 nel Lodigiano (+609). Sul territorio lombardo si contano 22.264 positivi (+2480), 2.549 decessi (+381), 10.930 dimessi e in isolamento domiciliare, 1.050 in terapia intensiva (+44), 7.735 i ricoverati non in terapia intensiva (+348). Proprio ieri mattina Gallera ha partecipato all'inaugurazione dell'ospedale da campo con 68 posti letto, di cui 8 di terapia intensiva, donato dalla Ong americana della Chiesa cristiano evangelica Samaritan's Purse all'ospedale di Cremona, al collasso. «Domani atterreranno a Milano 52 medici e infermieri specializzati in malattie infettive da Cuba». Insomma la Lombardia «non è sola», il messaggio di speranza con cui ha voluto chiudere l'assessore: «La determinazione e il coraggio dei lombardi ci permetterà di vincere questa battaglia». «Battaglia che stanno combattendo sul fronte, medici e infermieri con sofferenza e fatica», le parole del titolare al Welfare che ha ricordato come le corsie saranno ingrossate dagli specializzandi assunti, 347 a oggi, e dai medici pensionati che hanno risposto alla chiamata del governatore Fontana.

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Commenti

vtrgsgcdg

Sab, 21/03/2020 - 10:45

Ma quale week end, la colpa è delle scelta scellerata di lasciare le persone in fila e ferme fuori dai supermercati per ore al freddo, in modo particolare gli anziani. E nei prox giorni la temperatura saranno in diminuzione e le influenze aumenteranno se si continuano ad usare le file esterne. L'unica soluzione per diminuire i sintomi influenzali è mantenere aperti i supermercati 24 ore, con accesso immediato e senza file all'esterno, e obbligo di mascherina all'interno.

TitoPullo

Sab, 21/03/2020 - 15:45

Vi sono due cose che certamente sono infinite : l'Universo e.....la stupidita' umana!Inutile che dica chi lo ha detto, lo sanno tutti!