Nel programma di Paragone moneta complementare e maxi tassa di soggiorno

L'ex grillino condensa populismo e lotta alle banche. Se sarà eletto promuoverà le scuole per stranieri

Nel programma di Paragone moneta complementare e maxi tassa di soggiorno

Un condensato di populismo con attacchi sparsi ai ricchi, ai giganti del web e alle banche d'affari. E un velata nostalgia per le campagne no euro che fanno spuntare la proposta di una moneta complementare a Milano. É il programma elettorale del candidato sindaco Gianluigi Paragone, ex Lega, ex grillino e ora deputato e leader di Italexit. Nella sfida contro Beppe Sala e gli altri undici candidati in campo è sostenuto anche dalla lista Grande Nord. La coalizione, si legge subito nelle linee guida, «nasce principalmente per restituire Milano ai cittadini, contro il monopolio delle grandi banche d'affari e delle multinazionali. La nostra è una proposta fortemente ideologica e si contrappone a quelle, identiche tra loro, del centrodestra e del centrosinistra». Qualora fosse eletto sindaco Paragone si impegna a «tassare i grandi del tech, senza alcuno sconto». Invece non agirà «come un esattore per conto di chi ci impone carichi insopportabili sulle spalle dei cittadini da quasi due anni, perciò non chiederemo il saldo delle cartelle esattoriali comminate nel periodo di crisi». Chi pensava che la tassa di soggiorno imposta ai turisti fin dalla giunta Pisapia fosse eccessiva non ha ancora visto nulla: oggi per una notte in un hotel a 5 stelle si pagano 5 euro per persona. Secondo il progetto di Paragone si pagheranno 30 euro per notte nei 5 Stelle lusso, 25 euro per notte nei 5 stelle 20 euro nei 4 stelle, 10 nei 3 stelle e 5 euro per notte negli alberghi a 2 e 1 stella. Nei b&b, venti euro per notte se il costo è compreso tra i 150 e 300 euro, trenta euro se il prezzo è superiore.

Sulla moneta complementare civica, emessa dall'ente locale, Paragone spiega nel programma che «darebbe impulso all'economia locale», la nuova moneta pubblica «aumenterebbe la propensione al consumo locale e rafforzerebbe i legami di comunità e di appartenenza territoriale. Sarà accettata per il pagamento parziale (insieme agli euro) di tasse e imposte locali e il successo dipende dall'accettazione volontaria da parte di imprese, commercianti e privati». Il programma punta anche sulla difesa delle botteghe storiche, propone di estendere lo status declinandolo come «bottega storica gold», con oltre 50 anni di attività, «bottega storica», «bottega di eccellenza» e «bottega milanesissima», per attività gestite da almeno tre generazioni in maniera continuativa. E a seconda del grado scatteranno gli sconti fiscali, tendenti allo zero per chi raggiunge il livello «gold». Una maxi stangata invece per i cittadini di origine extracomunitaria che volessero aprire un bar o ristorante in città: il Comune, anticipa, «potrebbe chiedere di versare un fondo di garanzia pari ad almeno 5 anni di tutti gli oneri fiscali dovuti», o una fidejussione bancaria di 150mila euro.

Con il potenziamento delle linee metropolitane e dei servizi Paragone è convinto di poter offrire i trasporti di superficie ad un prezzo forfettario, un biglietto unico annuale di 20 euro e gratuito per i pensionati. Per risolvere il fenomeno delle «classi iperpopolate da immigrati», dove «i bimbi italiani non arrivano al 30%» immagina «progetti pubblico-privato per favorire l'ingresso dei bambini stranieri in scuole comunitarie», in modo da alleggerire il peso sulle scuole pubbliche e sorvegliando che i programmi siano svolti secondo l'ordinamento. Alle comunità straniere sarebbe riconosciuto il diritto di preservare la propria identità specifica». In Comune istituirebbe una consulta «costituita dalle figure più specchiate in ambito laico, religioso e culturale» a cui sottoporre volta per volta il giudizio sull'operato della giunta.

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