(...) perché uno studio condotto su 120 neo papà milanesi sui 35 anni con un lavoro stabile e un istruzione medio alta, ha dimostrato che cinque padri ogni 100 entrano nel tunnel del male di vivere per un periodo che può durare anche un anno. A descrivere la versione maschile del «baby-blues», sperimentato in forma patologica dal 10-12% delle mamme, è uno studio condotto a Milano dall'equipe dello psichiatra Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli. Ma se nella forma al femminile, i figli di entrambi i sessi ne risentono indistintamente, in quella al maschile sono solo i bambini a soffrire per il malessere del papà. «I sintomi - spiega Mencacci - si concretizzano in disturbi comportamentali già evidenti nella prima adolescenza, per questo è importante che il genitore che soffre di depressione post-parto venga subito a farsi curare presso il nostro centro».
Per far luce su questa patologia che spesso viene ancora considerata un tabù e «offrire un aiuto concreto e scientificamente validato» a tutte le donne che soffrono di depressione, il Comune ha deciso di lanciare il sito www.centropsichedonna.it. La pubertà, il ciclo mestruale, la gravidanza, la menopausa: momenti topici nella vita femminile, uniti da un fil rougè: il mal di vivere, che colpisce le donne due volte più degli uomini ed è scritto nel destino di un'italiana su quattro. Ogni 10 depressi infatti, sette appartengono al gentil sesso. Quasi 6 donne su 10 lamentano cali dell'umore prima del ciclo; più di 7 su 10 ne soffrono in menopausa, il 10-12% sviluppa una depressione post-parto nei primi tre mesi di vita del bebè e due neomamme su mille arrivano addirittura alla psicosi. Più in generale, dopo il lieto evento fino all'85% delle madri riferisce unalterazione dellumore, che nel 20% dei casi può evolvere in depressione conclamata nell'anno successivo al parto.
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